Il problema dell’Europa si chiama denatalizzazione

I numeri aiutano a comprendere come mai ci sia stata un’inversione di tendenza nei confronti dell’immigrazione, negli ultimi giorni.
Sapevamo già che le economie nazionali non potevano reggersi senza l’apporto degli immigrati, e non solo per far collocarli nelle mansioni più sfruttate.

Essere Sinistra

Pensionati

di Luca SOLDI

Una parola brutta, difficile da pronunciare ma che esprime bene la radice dei mali del vecchio continente. Che esprime in un semplice concetto che la vera materia prima di cui ha necessità l’Europa, per sostenersi, è quello che si riassume nella necessità di “forza lavoro”.

Angela Merkel che parla di voler aprire le porte della Germania a 800 mila rifugiati, infatti, non esprime un concetto dirompente. Non è improvvisamente mossa da pietismo. Non lo fa per conquistare le simpatie del Papa. Non cerca consenso nel popolo socialdemocratico tedesco. Semplicemente applica qualche operazione matematica. Come ha fatto, ad esempio, Leonid Bershidsky, che su Bloomberg , calcola che l’Europa avrà bisogno di 42 milioni di nuovi europei entro il 2020 e di oltre 250 milioni di europei in più nel 2060.

O come e’ stato anche espresso da più commentatori nel convegno della “Rosa bianca” questo fine agosto, a…

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