Bolognina e dintorni. Chi ha ucciso la sinistra in Italia?

Stefano Santachiara ci svela il percorso che portò alla “svolta della Bolognina”, con il passaggio da PCI a pds.
Buona lettura 🙂

Essere Sinistra

di Massimo RIBAUDO

Non è soltanto l’assassino che torna sul luogo del delitto. Dovrebbero farlo anche i detective e i giornalisti seri: per individuare l’assassino, a volte.

Il giornalista d’inchiesta Stefano Santachiara, con molto rigore e serietà, è andato a ricercare le tracce di quel delitto politico che si compì nel distruggere la storia e le idealità del partito comunista italiano, “il maggior partito comunista in Occidente”, tra il 1989 e il 1991.

Il suo articolo pubblicato su Left Avvenimenti di questa settimana ci rivela alcuni elementi – i fatti, di cui spesso gli articoli che leggiamo sono privi – che permettono di capire perché non abbiamo più una sinistra in Italia, se non nelle nostre necessità politiche.

Per i più giovani si può sintetizzare così quel periodo: quasi tutta la dirigenza del PCI decise che si doveva far pagare agli italiani l’errore di aver studiato (e in parte seguito)…

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14 ottobre, doppia ricorrenza. Roberto Fasoli: “Quella marcia dei colletti bianchi interroga il PD”.

Un episodio che ha cambiato la nostra storia, su cui varrebbe la pena soffermarsi per quella riflessione che non fu fatta al momento, ma che occorre per rilanciare iniziative di cambiamento dello stato sociale.
Buona lettura 🙂

Dimensione Mendez

14 ottobre doppia ricorrenzaNel calendario della storia politica e sociale del nostro Paese il 14 ottobre è una casella decisamente affollata: dentro ci stanno 40 mila persone e un grande partito, figlio di due partiti ‘di massa’. Dentro quella casella, della grandezza di un solo giorno, sono racchiuse lotte e sconfitte, scontri e fusioni, evoluzioni, involuzioni e cambiamenti.

Il 14 ottobre 1980 Torino è una città messa a dura prova: da 35 giorni gli operai della FIAT stanno ingaggiando, tra manifestazioni e picchetti, una lotta senza tregua contro l’azienda, intenzionata a licenziare oltre 14 mila lavoratori. E’ l’apice di un braccio di ferro iniziato 5 mesi prima. Ma quel giorno di 35 anni fa accade l’imprevedibile: migliaia di impiegati e quadri della FIAT che fino a quel momento avevano scelto la via del silenzio, decidono di alzare la voce e di scendere per le strade della città, per quella che passerà alla storia come…

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Il potere della lobby dell’industria automobilistica rende gli scandali inevitabili

Anche se sono informazioni conosciute, ripeterle è utile.
Buona lettura 🙂

http://vocidallestero.it/2015/10/13/il-potere-della-lobby-dellindustria-automobilistica-rende-gli-scandali-inevitabili/

Blog A Pagamento e deontologia

Condivido: l’informazione, la cultura e la conoscenza devono essere disponibili per tutti, e non devono essere vendute.
Buona lettura 🙂

RAMINGO!

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Più di una volta sono arrivate all’indirizzo mail della redazione delle richieste di recensione, di interviste o di segnalazione dei romanzi subito seguite da uno spaurito, quanto speranzoso di risposta negativa, quesito: “Quanto c’è da spendere?”. Proprio su questo argomento mi permetto di dire due parole in quanto responsabile del blog e, con somma disperazione dell’Ordine, giornalista.

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Venezia vive anche grazie a Klimt e Chagall. Non certo grazie al suo sindaco

Un’analisi completa e pertinente la questione bilanci, Venezia e vendita di opere d’arte.
Buona lettura 🙂

Essere Sinistra

klimt

di Francesco BORGHESAN

Che un sindaco di una città d’arte definisca l’opera di Klimt “modernariato” e pensi che la sua città possa privarsene per ragioni economiche (queste le notizie a meno di smentite) trovo sia peggio della distruzione dell’arco romano a Palmira o dei Buddha di Bamiyan.

In questi ultimi casi , per quando abominevole e barbarico, nell’atto di distruggere vi è il riconoscimento dell’importanza dell’oggetto distrutto sia esso o di tipo religioso (iconoclastia) o di tipo culturale (io sono il nuovo e prima di me non vi deve essere memoria). Nel caso del Sindaco vi è il vuoto pneumatico dell’utilitarismo.

Nell’universo dell’utilitarismo, un martello vale più di una sinfonia, un coltello più di una poesia, una chiave inglese più di un quadro; perché è facile capire l’efficacia di un utensile, mentre è sempre più difficile comprendere a cosa possano servire la musica, la letteratura o l’arte” (Nuccio…

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