Conservazione dati nell’era digitale

Prendo spunto da questa questa discussione per aggiungere qualcosa e renderlo fruibile anche a chi non l’ha seguita.

Attualmente siamo sommersi da dati, messaggi, chat, immagini, la tecnologia ci consente di essere connessi con chi vogliamo e quando lo vogliamo, senza preoccuparci della privacy altrui ;), ma siamo certi che tra qualche anno possiamo rivedere le foto che abbiamo scattato con il nostro smartphone, o leggere i testi che abbiamo scritto?

La risposta è dubitativa, dipende anche da quanto tmpo sarà trascorso, e non solo: già nei primi anni 2000, non riuscivo ad aprire su macos-9.2 i file che avevo scritto con word.4. Quando nel 2003 scoprii openoffice.org installandolo su macosX, rimasi piacevolmente sorpreso dall’opportunità che mi forniva di accedere ai miei vecchi file di 8-10 prima che avevo scritto con word, ma che non riuscivo più ad aprire con la nuova versione dello stesso programma. OO.o mi consentiva di accedervi 😀

Lo stesso mi era successo con alcuni filmati.

Prima conclusione: il software proprietario non conserva la comprensione retroattiva dei propri formati, mentre il software libero si, resta confermato dopo oltre vent’anni dall’elaborazione dei file; non abbiamo però certezza per il futuro, anche se la probabilità è elevata.

Altra considerazione: i supporti digitali sono sensibili alle radiazioni elettromagnetiche, per cui può succedere che per cause naturali (tempeste solari particolarmente violente), alterazioni energetiche ambientali, che possono essere di cause diverse, o cattiva manutenzione dello strumento, o sbalzi energetici durante l’utilizzo, si smagnetizzino, parzialmente o in toto, con conseguente perdita di dati. Non dimentichiamo una famosa “legge”  degli informatici: le persone sono suddivise in due gruppi: coloro che hanno perso dati, e coloro che li perderanno. Al momento, il supporto teoricamente più stabile e il VHS..

vhs, supporto stabile

Consideriamo quello che è il supporto per eccellenza, la carta; stabile nel tempo, ma anch’essa soggetta ad attacchi biologici (parassiti, muffe, …). ad umidità, può cancellarsi a contatto con liquidi, può incendiarsi. Ciò non toglie che con una minima attenzione possa ancora essere duratura.

Anche con gli strumenti digitali possiamo allungare la vita dei nostri documenti, con una pratica di backup costante, utilizzando i cloud, server virtuali accessibili in rete, creando copie sui vari supporti.

In altri termini, la conservazione deve essere una pratica, un obiettivo perseguibile con costanza ed attenzione.

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Autore: Pietro Barnabe'

Restauratore artigiano di: opere d'arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico.

6 thoughts on “Conservazione dati nell’era digitale”

  1. aaah… guarda…oggi ci cadi proprio perfetto: una mia ossessione la conservazione. Mi trattengo dal confessare l’ultimo pensiero, troppo fantascientifico e catastrofico, sebbene possibile. Scherzi a parte: interessante problema e interessante articolo.
    Alla prossima…

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      1. a mio avviso, per la scrittura, il cartaceo resta ancora oggi il supporto più affidabile, seppur organicamente sensibile. Mentre ho incontrato diverse difficoltà, come tu stesso dici nell’articolo, a stare al passo, tra un pc e l’altro, e nel passare degli anni, con i diversi programmi di scrittura e la loro compatibilità. Un minimo di pacificazione per ora la trovo nel formato pdf, ma non so. Poi questo è solo se parliamo di testi abbastanza innocui, ma già se intendiamo la scrittura in una dimensione multimediale etc. le cose si complicano. Non se mi sono espressa bene come linguaggio specifico, direi di no, ma penso s’intenda.
        Il problema della memoria come “archivio vivente” è di certo non fine a se stesso, ma è di fondamentale importanza in tutti gli ambiti d’azione e di lavoro dell’uomo (e non solo dell’umano. Non siamo, certo, l’unica specie che ha tale preoccupazione di archiviare, rendere fruibile, e attualizzabili, materiali, dati, tracce, della propria esistenza).
        Mi sono un po’ dilungata. Ti ringrazio nuovamente per avermici fatto riflettere.
        Buona serata 🙂

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        1. Come ho scritto nella li rima parte, per ora soltanto il software libero garantisce la fruizione di file che abbiano più di cinque anni, sia se file di testo che multimediali.
          Al di là delle preferenze, resta il fatto che il digitale è comodo, anche se velocemente deteriorabile.
          Ciao, buona serata.

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