L’architettura dell’accessibilità

Molto interessante questa iniziativa.
Buona lettura 🙂

OggiScienza

SENZA BARRIERE – Nove architetti di fama mondiale, molte idee innovative da realizzare e un’unica mission: cambiare la fisionomia dei luoghi e riprogettarli all’insegna dell’accessibilità. Parte da qui l’avventura di Design for All Italia, l’associazione no profit che dal 1994 diffonde la cultura della progettazione inclusiva nel nostro territorio e che, ora più che mai, con il progetto Archidiversity promette di abbattere le barriere e di rivoluzionare le logiche di utilizzo degli spazi.

“Tutto ebbe inizio un anno fa”, racconta ai microfoni di OggiScienza Giulio Ceppi, architetto progettista originario di Lecco, annoverato tra i responsabili dell’iniziativa. “Insieme all’ergonomo Luigi Bandini Buti e in collaborazione con Andrea Stella, il ragazzo con disabilità motoria che ha ideato il primo catamarano “senza barriere”, ho studiato e realizzato un autogrill unico nel suo genere e totalmente accessibile. Per toccare con mano i risultati del nostro lavoro basta percorrere l’autostrada A8…

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Nella storia dell’Arte le donne non sono state solo muse ispiratrici e veneri immortali ma anche protagoniste pittrici

Grazie per questo articolo che … rubo volentieri 😀
Ciao Viki, 🙂

tramineraromatico

Di loro, oggi, voglio parlarvi, limitandomi al nostro paese e a tre secoli, dal ‘500 al ‘700 – prima del rinascimento ogni nostra ispirazione artistica veniva repressa tra le mura di casa o di un convento dove eravamo relegate alle arti cosiddette minori, come il ricamo, la tessitura e la miniatura-citando quelle le cui opere mi prendono maggiormente:

Sofonisba-Anguissola

Sofonisba Anguissola(1535-1625): autoritratto al cavalletto, crebbe nella scuola del pittore lombardo Bernardino Campi ed ebbe la fortuna di essere sostenuta dal padre che inviò alcuni disegni della figlia persino a Michelangelo Buonarroti che si complimentò con la ragazzina. Nel 1559 approdò alla corte di Filippo II di Spagna dove rimase fino al 1568, quando le succederà il grande Antoon van Dyck che confesserà la sua più grande ammirazione per Sofonisba, tanto da volerla incontrare a Palermo nel 1624.

lavinia fontana.png

Lavinia Fontana (1552-1614): ritratto di una nobildonna, bolognese, figlia di Prospero Fontana divenne…

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Premio Dardos

testo

 

 

Il Premio Dardos venne assegnato per la prima volta nel 2008 dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade a 15 blog da lui selezionati. Da allora questo premio si sta diffondendo in tutto il mondo e rappresenta un riconoscimento ad ogni blogger per il proprio impegno a trasmettere valori culturali, etici, letterari e personali.

LE REGOLE:

  • mostrare l’immagine del premio,
  • ringraziare chi ti ha nominato,
  • nominare 15 bloggers,
  • avvisarli tramite messaggio.

Ringrazio di cuore shio76 per la nomina a questo premio che non so se possa meritare.

Non ho seguito le vicissitudine del premio, e, per non inviare duplicati a coloro con cui vorrei condividere il premio, non invio messaggi.

Secondo me tutti i blog che seguo sono meritevoli di citazione, per cui ritenetevi coinvolti ;).

Ringrazio di nuovo e stilo un elenco dei primi 15 in classifica1, che ribadisco, compilo per atto dovuto:

  1. Nico
  2. Vikibaum
  3. Andrea
  4. Diesis&bemolle
  5. Daniela
  6. Cap’s blog
  7. Marzia
  8. LePasspartout
  9. Intempestivoviandante
  10. Claudio
  11. Ramingo
  12. Jalesh
  13. Critica Comunista
  14. Sisohpromatem
  15. Pietro Pontrelli

 

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[1] È veramente complesso e difficile, limitarsi a quindici.

Università, “precari più del 50% dei ricercatori. Dopo il dottorato lavorano gratis per 10 mesi, 55 ore a settimana”

Non è possibile continuare con la completa precarizzazione della ricerca e dei ricercatori, ed auspicare una crescita economica.
La contraddizione tra la politica e la sua autocelebrazione, in questo mbito, è stridente.

Triskel182

protesta-ricercatori

I dati arrivano da un’indagine interna del Coordinamento nazionale non strutturati, che ha promosso uno sciopero bianco per il riconoscimento della ricerca come lavoro. Questo dopo che il governo ha negato loro l’indennità di disoccupazione prevista per gli altri parasubordinati. I soli assegnisti forniscono nella loro carriera un contributo gratuito pari al lavoro di tutti i dipendenti della regione Piemonte per due anni.

Sono 66.097 i ricercatori precari dell’università italiana. Più di tutti i professori e i ricercatori a tempo indeterminato messi assieme. Se gli atenei riescono ad andare avanti, nonostante i finanziamentiridotti al lumicino, è anche grazie al loro lavoro, spesso gratuito. Eppure restano degli invisibili cui non è concessa alcuna forma di contratto, in aperta violazione delle regole imposte dall’Europa.

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Vocidallestero » La Stagnazione UE Continua: Déja Vu, Ancora una Volta

Nonostante i proclami, la situazione non è delle migliori; la stagnazione economica dell’Europa è una tragica realtà.

Buona lettura 🙂

Con una serie di interessanti grafici, il prof. emerito John Weeks della London University dimostra su Social Europe lo stringente nesso causale tra le strategie di austerità imposte dalle regole U…

Sorgente: Vocidallestero » La Stagnazione UE Continua: Déja Vu, Ancora una Volta

Vocidallestero » Stratfor: l’inquietante piano della Germania per il Sud Europa

Fino a quando l’Unione Europea sarà tale?

Aumentano le tendenze centrifughe nei vari paesi;

aumenta la coscienza di un’unione antidemocratica ed antiproletaria;

aumenta la volontà di potere dei gruppi finanziari e le politiche li stanno seguendo.

Un articolo piuttosto esauriente:

Stratfor inquadra gli elementi emersi dalla recente interrogazione del Parlamento Europeo a Mario Draghi in una più ampia lotta tra Nord e Sud Europa: le richieste del Tesoro Italiano perché la BCE…

Sorgente: Vocidallestero » Stratfor: l’inquietante piano della Germania per il Sud Europa.

Associazione di idee.

Riflettendo su questo articolo, vi ho associato il racconto Dagli Appennini alle Ande, compreso nel libro Cuore di E. de Amicis; molti dei suoi brani costituvano le letture nella scuola elementare, ai miei tempi.

Da li è arrivato il ricordo di un brano di un cantautore che mi piaceva molto, e piace tuttora, negli anni ’70.

Credo che per molti di voi sia un emerito sconosciuto, e condivido questo video, buon ascolto :):

Lui cercava per il mondo la famiglia
e di notte lavorava alla candela.
Difendeva sempre íl nóme dell’Italia
e la nonna dai briganti proteggeva
e saliva sopra gli alberi più alti
per pigliare al volo i colpi dei nemici
ragazzini come lui ce n’eran molti
scalzi e laceri eppur eran felici.

E parlavano di lui, scrivevano di lui,
lo facevano più “bamba” che bambino
Parlavano di lui, scrivevano di lui
sì, ma lui rimane sempre clandestino.

Ora pare che il suo nome sia teppista,
frikkettone, criminal-provocatore,
pare che ami travestirsi da sinistra,
ma sia un docile strumento del terrore.
E lo beccano ogni tanto che si buca,
o maneggia un po’ nervoso una pistola,
o che lancia da una moto sempre in fuga
una molotov sull’uscio della scuola.

Ora parlano di lui e scrivono di lui
lo psicologo, il sociologo, il cretino
e parlano di lui e scrivono di lui
ma lui rimane sempre clandestino.

E si dice: se ci fosse più lavoro,
se il quartiere somigliasse meno a un lager
non farebbe certo il cercatore d’oro
assalendo il fattorino delle paghe
ma è la merce che c’è entrata nei polmoni
e ci dà il suo ritmo di respirazione
il lavoro non ci rende mica buoni
ci fa cose che poi chiamano “persone”

E se parlano di lui, se scrivono di lui
è che il nostro sogno ancora piccolino
Se parlano di luí e scrivono di lui
è che il nostro io ci resta clandestino.

E parlano di lui, e scrivono di lui
è il nostro sogno ancora piccolino
Se parlano di luí e cantano di lui
è che il nostro io ci resta clandestino.

E parlano di lui, e scrivono di lui
lo psicologo, il sociologo, il cretino
e parlano di lui e cantano di lui e scrivono di lui.