Associazione di idee.

Riflettendo su questo articolo, vi ho associato il racconto Dagli Appennini alle Ande, compreso nel libro Cuore di E. de Amicis; molti dei suoi brani costituvano le letture nella scuola elementare, ai miei tempi.

Da li è arrivato il ricordo di un brano di un cantautore che mi piaceva molto, e piace tuttora, negli anni ’70.

Credo che per molti di voi sia un emerito sconosciuto, e condivido questo video, buon ascolto :):

Lui cercava per il mondo la famiglia
e di notte lavorava alla candela.
Difendeva sempre íl nóme dell’Italia
e la nonna dai briganti proteggeva
e saliva sopra gli alberi più alti
per pigliare al volo i colpi dei nemici
ragazzini come lui ce n’eran molti
scalzi e laceri eppur eran felici.

E parlavano di lui, scrivevano di lui,
lo facevano più “bamba” che bambino
Parlavano di lui, scrivevano di lui
sì, ma lui rimane sempre clandestino.

Ora pare che il suo nome sia teppista,
frikkettone, criminal-provocatore,
pare che ami travestirsi da sinistra,
ma sia un docile strumento del terrore.
E lo beccano ogni tanto che si buca,
o maneggia un po’ nervoso una pistola,
o che lancia da una moto sempre in fuga
una molotov sull’uscio della scuola.

Ora parlano di lui e scrivono di lui
lo psicologo, il sociologo, il cretino
e parlano di lui e scrivono di lui
ma lui rimane sempre clandestino.

E si dice: se ci fosse più lavoro,
se il quartiere somigliasse meno a un lager
non farebbe certo il cercatore d’oro
assalendo il fattorino delle paghe
ma è la merce che c’è entrata nei polmoni
e ci dà il suo ritmo di respirazione
il lavoro non ci rende mica buoni
ci fa cose che poi chiamano “persone”

E se parlano di lui, se scrivono di lui
è che il nostro sogno ancora piccolino
Se parlano di luí e scrivono di lui
è che il nostro io ci resta clandestino.

E parlano di lui, e scrivono di lui
è il nostro sogno ancora piccolino
Se parlano di luí e cantano di lui
è che il nostro io ci resta clandestino.

E parlano di lui, e scrivono di lui
lo psicologo, il sociologo, il cretino
e parlano di lui e cantano di lui e scrivono di lui.

Matrimonio all’italiana, bollito di famiglia naturale con contorno di unioni infedeli

Essere Sinistra

aaaltan

di Ivana FABRIS

Tolto l’obbligo di fedeltà all’unione civile perchè nessuno si confonda scambiandola per matrimonio naturale, punto di partenza dell’italica sacra famiglia naturale.
Bisogna riconoscere che questo è un governo profondamente attento alle tematiche ecologiste.
Dove c’è natura, c’è la Trimurti Renzi-Alfano-Verdini. Ed hanno un senso dell’umorismo mai visto prima.

Quindi, invece di togliere l’obbligo di fedeltà nel matrimonio, come sarebbe giusto per un paese che vuole definirsi evoluto e maturo, si toglie alle unioni civili.
Davvero, queste scelte scatenano un’ilarità incontenibile perchè se non sono paradossali sono proprio solo grottesche.

Il bello è che, secondo chi ci governa, così facendo la famiglia è protetta. E’ il festival della farsa, altro che Sanremo.
Trionfa l’amore, come ha dichiarato Renzi e siamo tutti felici dell’happy-end.
Perchè la cosa disperante è che c’è pure chi ci crede.

Eh sì, perchè le unioni omosessuali, l’adozione omogenitoriale sono contronatura e pertanto minacciano la…

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Vocidallestero » Tassi di interesse “negativi“ e guerra al contante

Perchè in Europa, nonostante le recenti scelte governative che andrebbero in senso inverso, si cerca di abolire il contante?

Come mai qualcuno auspica che le banche applichino tassi di interesse negativi?

Questo articolo fornisce una plausibile spiegazione: il tentativo di concentrare il potere finanziario nelle mani di pochi, eliminando le piccole banche locali e/o di credito cooperativo.

Il Prof. Richard A. Werner denuncia l’ipocrisia di chi invoca la guerra al contante e l’introduzione di tassi di interessi negativi. Dietro la scusa della lotta alla criminalità e del rilancio dell…

Sorgente: Vocidallestero » Tassi di interesse “negativi“ e guerra al contante

PER UNA STORIA DELL’EMIGRAZIONE

Quando ci si scatena contro gli immigrati odierni, non dobbiamo mai dimenticare la nostra storia e la migrazione di moltissimi italiani che attraversarono l’Atlantico in cerca di una possibilità di vita.
Ottimo articolo, buona lettura :).