I titoli di stato indicizzati alla crescita per i paesi dell’eurozona

Una delle proposte avanzate da Varoufakis è condivisa anche da altri economisti; è stata cassata un anno fa e non viene considerata ora: è chiara la volotà germanica di utilizzare misure di austerità per incrementare il proprio potere nei confronti dei paesi dal sud Europa. È altrettanto chiaro che la nostra classe dirigente non è interessata ad avviare una politica che favorisca la crescita economica.
Il controllo sociale è più facile con la depauperizzazione di settori sempre più ampi della popolazione.

Keynes blog

Olivier Blanchard, Paolo Mauro, Julien Acalin, 16 febbraio 2016
tratto da VoxEU.org, traduzione Faber Fabbris

L’ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale Olivier Blanchard e due suoi colleghi del Peterson Institute in questo articolo pubblicato da VoxEU spiegano i vantaggi per i paesi industrializzati,  in particolare quelli dell’Eurozona,  di una forma di debito pubblico ben nota ai paesi in via di sviluppo: i titoli di stato indicizzati alla crescita. Questa proposta, lo ricordiamo, fu avanzata da Yanis Varoufakis nel corso delle trattative tra il governo greco e i suoi creditori. Si tratta di un articolo di sintesi dedicato agli addetti ai lavori, ma il senso dovrebbe essere chiaro anche al pubblico generale.

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Autore: Pietro Barnabe'

Restauratore artigiano di: opere d'arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico.

4 pensieri riguardo “I titoli di stato indicizzati alla crescita per i paesi dell’eurozona”

  1. Mi batto da due anni per far capire che nonostante i diversi sistemi economici dei paesi europei non permettevano all’epoca e non permettono ancora oggi una moneta unica, hanno voluto a tutti i costi l’euro per creare la servitu’ del debito e di conseguenza tenere sotto controllo interi paesi.
    No, non cresceremo mai senza il ritorno ad una moneta nazionale che sia sotto il diretto controllo di una banca centrale.
    Caro Pietro, penso che non ci sara’ un vero cambiamento senza una azione cruenta che non deve essere per forza violenta, ma deve avere la coesione di tutti i tessuti sociali, ma sappiamo che l’Italiota finche’non avra’ i piedi nella fossa, non muovera’ un dito.
    Ciao caro, buona giornata…. 😉

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    1. Condivido quanto scrivi; purtroppo dobbiamo riconoscere che da noi sono molto più bravi che altrove a gestire il “lavaggio del cervello” attraverso i media. Un po’ è anche colpa “nostra”; pur avendo fatto del nostro meglio per “modificare questo stato di cose”, non siamo riusciti ad incidere, proprio perchè la coesione tra vari settori sociali è, in Italia, alquanto difficile.
      Cioa, buona gornata 🙂

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