Il testa di disney

Piuttosto divertente questa valutazione sul significato dell’intervento di Renzi ad Harvard.
Se non che, purtroppo, pagheremo anche questa sua esibizione, anche in termini sociali e culturali.
Rilancio con soddisfazione.

Il simplicissimus

Matteo RenziOggi non scriverò in prima persona, ma mi limiterò a riportare nel blog ciò che ha scritto il professor Francesco Erspamer sulla toccata e fuga di Renzi ad Harvard, apparizione a cui il docente che appunto insegna in quella università si è rifiutato di partecipare spiegandone le ragioni su “La voce di New York”. Lo faccio perché Erspamer, polemista di rango e acuto osservatore, anche per motivi ambientali, non solo fornisce un quadro perfetto della vacuità renziana e dunque della politica che egli rappresenta, ma agita un tema che ho trattato più volte, ovvero la tentazione instillata dall’attuale egemonia culturale di considerare le istituzioni educative americane ( e soprattutto la loro natura  privata) come un punto di riferimento da imitare proprio quando sono invece investite da profondi ripensamenti e critiche. Un modo ridicolo e superficiale che affonda e sprofonda le sue radici esangui nello sporco gioco di ranking accademico, i cui criteri, spesso paradossali, sono appositamente costruiti…

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