Piazze, università e monumenti chiusi per le feste vip. Ma il denaro non dovrebbe comprare tutto | Finestre sull’Arte

Nelle ultime ore, a Roma e a Napoli vengono chiusi monumenti, piazze e università per consentire feste vip. Ma il denaro non dovrebbe comperare tutto.

Sorgente: Piazze, università e monumenti chiusi per le feste vip. Ma il denaro non dovrebbe comprare tutto | Finestre sull’Arte

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Autore: Pietro Barnabe'

Restauratore artigiano di: opere d'arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico.

6 thoughts on “Piazze, università e monumenti chiusi per le feste vip. Ma il denaro non dovrebbe comprare tutto | Finestre sull’Arte”

  1. manco da un bel po’ dal centro cittadino della città dove vivo (Napoli) e questa me l’ero persa… e vorrei quasi dire meno male… Ci sono eventi a cui non partecipo più nella stessa città dopo aver litigato di brutto contro queste azioni di preclusione… Ma qua è il solito discorso che se non ci scrolliamo dall’assuefazione delle cose… Il singolo può far ‘rumore’, ma viene presto abbattuto in questo paese o additato come un disturbatore, quasi quasi, solo per aver esposto una posizione poco inchinata. Ma la colpa è del singolo che non insiste nelle sue convinzioni fino a morirne o di una collettività che in quanto tale non appoggia e s’è rassegnata, a cosa non si sa ormai più? Non ho detto nulla di utile, ma m’è salito il commento e non sempre tengo a freno le mie perplessità
    buona giornata, Piero

    vorrei dire “incredibile” ogni volta su queste cose, ma non è incredibile…

    dovremmo avere una stima e un amore verso noi stessi più saldi per poter difendere anche l’amore verso la circolazione e l’apertura del patrimonio culturale, la sua bellezza, l’accessibilità non ‘per vie tortuose’ e quant’altro…
    E dovremmo rivalutare e riconsiderare con più chiarezza certi confini tra pubblico e privato, che manco privato è se non nel senso di una ‘privazione’ …

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  2. Io a tal proposito ho un opinione “controcorrente”
    In un paese dove l’arte ed i monumenti pubblici sono lasciati nel degrado più totale (esempio lampante Napoli pre e post evento D&G) con un po’ di liquidità sono stati fatti lavori assolutamente necessari e rapidissimi(vedi le varie impalcature rimaste inutilizzate da anni ai decumani e dintorni e smantellate nel giro di pochi giorni) per cui io dico: ben vengano i privati! Dove lo stato e l’amministrazione pubblica non vogliono o riescono a mantenere,il privato può usufruirne accollandosi le spese di gestione e manutenzione.

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    1. Concordo parzialmente: ben vengano i privati, per assurdo, se il prete ha venduto delle opere, queste si sono salvate dal degrado; però non accetto che possa essere una pratica adottata da chi dovrebbe occuparsi di mantenimento e valorizzazione delle opere d’arte. I soldi e le forze per farlo ci sarebbero, se i nostri politici smettessero di sostenere che “con la cultura non si mangia”. Il turismo d’arte è una delle voci più importanti del PIL, ma si continua ad. Investire in opere che servono unicamente a foraggiare amici e conoscenti.
      Ciao

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      1. Verissimo,e sono totalmente d’accordo con te,ma il problema è la mentalità poco”artistica” della nostra classe dirigente che per seguire ed imitare paesi enormemente più attrezzati di noi (Germania in primis) ha praticamente dimenticato la nostra vocazione artistica ed intellettuale.

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