Elenco “parziale” e “fazioso” Restauratori Beni Culturali

Contafili - Arte e Restauro

A pochi giorni dalla chiusura dei lavori della commissione (scaduta il 31 maggio 2016 e prorogata di 60gg, al 31 luglio 2016) per la pubblicazione dell’elenco restauratori, c’è veramente da chiedersi quanta urgenza c’era di veder pubblicato questo elenco “parziale” con 858 nomi??
Solo dopo 21 anni di attesa il nostro Stato ha deciso improvvisamente di diventare zelante e pubblicare addirittura in anticipo la lista dei soli eletti, per porre rimedio al concorso dei 500, ..non sia mai infatti, che ci siano uguali possibilità per tutti!
E’ evidente che per i ritardi burocratici di tutto l’iter, solo gli 858 candidati avevano diritto di essere regolarizzati,
e per l’ennesima volta si evince che le parole democrazia e legge uguale per tutti, non sono contemplate nel loro vocabolario.
Quasi inutile esprimere lo sdegno e la mortificazione per l’ennesima beffa ai restauratori e collaboratori  che cercano chiarezza da più di vent’anni.
Questo intervento messo in atto con decreto direttoriale sono gravissimi, cavilli formali e favoritismi…

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Autore: Pietro Barnabe'

Restauratore artigiano di: opere d'arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico.

10 thoughts on “Elenco “parziale” e “fazioso” Restauratori Beni Culturali”

  1. Ho letto per sommi capi il post con il Manifesto dei restauratori CNA del quale non sapevo nulla…
    E’ una situazione che suona assurda. Non avevo idea si fosse arrivati a questo punto.
    Ma mi pare perfetto descrivere il tutto come mélange surreale, irrisolvibile, tra realtà storica del restauro e allucinata ipocrisia .

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        1. La strada è segnata: fino dal decreto Melandri nell’agosto 2000, è stato riconosciuto come percorso formativo solo quelle delle scuole di alta formazione, escludendo il percorso della bottega artigiana.
          All’epoca ci fu un grosso scontro, anche all’interno della CNA, e prevalse la linea dell’accettazione della legge. Le conseguenze le stiamo vedendo con il nuovo percorso di qualificazione avviato nel 2009 e non ancora concluso, con almeno un anno di ritardo.
          Ciao, a presto.

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          1. Ora mi è tutto più chiaro.
            Grazie Pietro!
            Forse qualcosa di analogo ha attraversato anche la genesi del tesserino del giornalista che, oramai, tengono cani e porci ( con tutto il rispetto dei poveri animali).
            Io l’ho preso con un giornale ( ed è una truffa..), ma prima si poteva anche solo far pratica presso un tipografo..che non è di certo l’artigiano della parola che deve essere un giornalista.
            Almeno in teoria e seguendo un codice deontologico.
            Ma ci son tanti “giornalai” in giro, Pietro mio…

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          2. Già … credo che nel nostro caso sia diverso: riconoscono come restauratori solamente coloro che si sono formati presso gli istituti centrali, ICR Roma, Opificio delle pietre dure di Firenze, istituto della patologia de libro Roma, e qualche altra scuola riconosciuta negli ultimi anni. Come collaboratore riconoscono un tipo di scuole regionali … Se vuoi posso preparare un elenco più dettagliato, organizzando alcuni articoli che ho pubblicato sul sito http://www.barnabe-restauri.it/notizie.html a fondo pagina, e sul blog pietrobarnabe.it, lo scorso anno.
            A presto.

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