Terremoto, satira e coda di paglia

Un ottimo intervento sul dibattito inerente le vignette di hebdo. Condividendone appieno il contenuto, lo rilancio.

SempreAdelantando

“A questo punto, la mia curiosità è infinita: cosa scriverai, se dovessi farlo, in risposta alle vignette di Charlie Hebdo, anche se ti senti incazzato nero?”
Così mi sono sentito chiedere da un conoscente. Dopo non poca riflessione, questa è stata la mia risposta:
Qualcuno, non ricordo chi, diceva: impara a rispettare te stesso, se vuoi che ti rispettino gli altri.  Noi italiani non l’abbiamo ancora imparato a rispettare noi stessi: tutti i giorni ne abbiamo prova. Non ultime sono state le notizie per quanto riguarda i crolli nelle zone del terremoto, certo la giustizia dovrà essere a mettere i punti fermi e stabilire la verità. Ma
quel che ci appare adesso è il solito copione trito e ritrito,spaccato poco piacevole della nostra società, fatto di connivenze, omissioni, corruzione,elevato a stile di vita.
 In una zona ritenuta a grosso rischio sismico è venuta all’aria tutta la palude puzzolente di interessi…

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Autore: Pietro Barnabe'

Restauratore artigiano di: opere d'arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico.

13 thoughts on “Terremoto, satira e coda di paglia”

  1. Non sono d’accordo, quei paesini come tanti dell’Umbria e delle Marche sono stati costruiti secoli fa, allora non si guardava al problema sismico o ad altre cose e si usavano i sassi e la sabbia per costruire le case, il discorso potrebbe essere valido per alcuni edifici pubblici che dovrebbero essere stati ristrutturati nel 2009 dopo l’altro terremoto e invece si sono intascati i soldi senza praticamente far nulla. Ma anche questo, perfavore, non continuiamo a chiamarlo mafia, tutto ormai si carica con questo nome, ma diciamo la verità, si tratta del “malcostume italiano” di un modo di pensare da “furbi” che riguarda purtroppo il nostro paese e che va dal non fare gli scontrini, al non farsi fare le fatture per non pagare l’iva per arrivare a questi appalti truccati! Tutti siamo colpevoli perché vige l’imperativo che vede privilegiare i “furbi” in qualsiasi campo, dalle piccole cose alle più grandi. Come disse un grande sono da rifare gli Italiani, questo è il punto, rendiamocene conto e smettiamo di scaricare tutto il marcia dietro al nome di mafia che orami è un luogo comune.
    Al di la di questo quelle vignette sono molto “pesanti”, certo la satira deve essere libera, ma bisogna avere l’intelligenza di saper scegliere gli ergomenti e il momento per farla, e in questo caso sono stati sbagliati entrambi, non si ride sui morti, mai e per nessuna ragione!

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    1. Infatti non definisco il fenomeno come mafia, ma come malgoverno. Dopo il terremoto di Ascoli, lo stato ha stanziato qualce centinaio di miliardi per la messa in sicurezza antisismica dell’edilizia pubblica e privata. I fondi, essendo stato soppresso il ministero alla protezione civile, sono gestiti dalle regioni; i comuni in base alle caratteristiche di sismicità del territorio, _devono_ presentare i progetti di intervento, e le regioni _devono_ finanziarli. Qusto meccanismo non è mai scattato, ci sono i soldi, ma nulla è stato fatto e territori ad alto rischio sismico dopo cinque anni son ancora nella situazione originaria.
      Con le tecniche costruttive attuali sarebbe possibile evitare che abitazioni, anche di qualche secolo fa, crollino per scosse di magnitudo 6.
      Purtroppo la satira francese è stata pesante, di pessimo gusto (a mio avviso) ma sottolineato una serie di questioni che sono state evidenziate dal sisma.
      Ciao, Silvia, buona domenica 🙂

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  2. Grazie infinite per la condivisione e per avere ampliato il raggio della riflessione. Perchè è ciò che intendevo, quando ho deciso di pubblicare questo post. Ovvero non lasciare che il dibattito soffocasse all’interno di un sentimento nazionalistico asfittico e claustrofobico. La satira è la satira. Ma noi non dobbiamo prendercela con essa, anche se graffia e fa male. Dobbiamo avercela con coloro che ci mettono in grado, nostro malgrado, di essere perfetti bersagli per la satira spietata….
    Ancora grazie ed un caro saluto…

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  3. Penso che col terremoto ancora in corso sarebbe stato giusto, per il rispetto dei vivi, dei morti e dei sopravvissuti dare prova di unità nazionale se è vero che il nostro inno nazionale inizia con la strofa : Fratelli d’Italia.
    Nel momento del dolore e della prova non ci dovrebbe essere spazio per il gufismo e per lo sciacallaggio politico.
    Invece, come sempre, abbiamo dato ” urbi et orbi” l’occasione ghiotta per essere messi sulla graticola: come dire cornuti e mazziati.
    Le pur doverose inchieste giudiziarie, il rimpallo delle responsabilità, le accuse reciproche sarebbe stato meglio rinviarle a 60 giorni dal termine delle scosse, concentrando subito gli sforzi sui problemi dell’emergenza e della ricostruzione.
    Nel mondo c’è chi si compiace delle nostre diatribe interne e mentre ci becchiamo a sangue come i capponi di Renzo c’è chi si sente autorizzato a definirci mafiosi, visto che così fra noi amenamente piace insultarci.
    E’ uno spettacolo vergognoso umiliante, allestito da certi settori che pensano sempre ad una sola cosa: tutto fa brodo, tutto fa propaganda politica , avanti così .
    Per qualche voto in più va bene anche un terremoto.

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