PARTE LA BATTAGLIA PER ABOLIRE IL JOBS ACT

ALGANEWS

DI LUCA BILLI
luca-billi
Non è finita con il referendum. Lo sapevamo che non sarebbe finita. Se qualcuno tra noi che abbiamo votato NO ha creduto che quel voto cambiasse le cose è un illuso. Anzi la partita vera comincia adesso. Certamente è meglio che abbia vinto il NO e quindi che in questo paese ci sia ancora la nostra cara e vecchia Costituzione, per quanto un po’ acciaccata dalle mezze e male riforme che abbiamo fatto in questi anni, ma quel voto non poteva segnare un nuovo inizio per la sinistra in questo paese. Come renzi si sbaglia quando crede che il 40% dei sì sia tutto suo, anche noi dobbiamo renderci conto che nel NO c’erano tante cose, spesso contrapposte.
Certo in quel NO c’è un pezzo importante della sinistra di questo paese, una sinistra che si è ritrovata unita, dopo molti anni in cui ha militato su fronti…

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Autore: Pietro Barnabe'

Restauratore artigiano di: opere d'arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico.

8 thoughts on “PARTE LA BATTAGLIA PER ABOLIRE IL JOBS ACT”

          1. Al di là delle accuse rivolte al prode di Pontassieve di favorire le lobby, carissimo Pietro, vorrei capire perchè questo jobs act sarebbe così deleterio visto che ha abolito la tipologia del contratto di co.co.pro.?
            Forse mi son persa qualche passaggio..
            Forse non c’è una via d’uscita alla cronica mancanza di lavoro in Italia…

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          2. Ha ridotto notevlmente il costo le lavoro, in altre parole i lavoratori dipendenti ora si possono assumere a 7-800 € mensili con contributi irrisori (fino ad un anno fa il costo di un dipendente si aggirava sui 25.000 euri annui, ora costa meno di 18.000), in questo modo le piccole eimrese non sono più competitive, oppure abbassano i prezzi al punto che il titolare artigiano non riesce a pagarsi alcuna forma di stipendio.
            Regolarizza l’uso dei voucher per i pagamenti (in nove mesi ne sonostati acquistati per un paio di centinaia di milioni), il che sostituisce i co.co.pro, con ancor meno garanzie per il lavoratore.
            Moltissime aziende hanno licenziato i lavoratori per riassumerli con il jobs act, pagandoli in questo modo il circa 40% in meno.
            Pero ora non aggiungo altro;
            ciao

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