La creatività non è importante solo per i più piccoli: scopriamo perchè

Paolo Guaramonti

Rispetto all’invecchiamento e al vivere le decadi successive al superamento del cinquantesimo anno non si può negare, come individua James Hillman nel suo “La forza del carattere”, l’esigenza di un cambiamento importante rispetto alla prospettiva con cui abitualmente guardiamo all’invecchiamento, tanto che “le idee che abbiamo sulla vecchiaia hanno bisogno di essere sostituite”.

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Dominano infatti i pregiudizi negativi sull’anziano e in generale e sulla capacità di poter essere creativi anche nelle età successive a quella adulta. Abbondano invece luoghi comuni acritici e stereotipi che contribuiscono a costruire una realtà in cui gli anziani sono percepiti e si percepiscono come anomali, mancanti di qualità possedute dagli adulti e compromesse con l’andare degli anni, appiattiti in una omogeneità in cui si perdono le differenze individuali, secondaria alla unicità esistenziale di ciascuno. Non esiste l’anziano ”cristallizzato” e stilizzato in una figura astratta ma, per contro, ci sono “gli anziani”…

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SPID, se il documento è falso: i problemi di sicurezza

Certamente quello dello SPID è un sistema poco sicuro, mancando il riconoscimento di fatto, fisico, con verifica che la documentazione presentata per dimostrare la propria identità, corrisponda ad una persona fisica.

Verifica che non si può eseguire on line con una webcam, come è possibile fare ora.

L’adozione di SPID da parte delle amministrazioni richiede la massima attenzione per il rischio che le banche dati potrebbero essere modificate per errore o per dolo. Un problema facilmente gestibile se l’identità del possessore di SPID è certa ma che può diventare un grosso problema se l’identità è falsa. Il recente caso di Anis Amri, l’attentatore di Berlino ucciso a Sesto S. Giovanni ha riproposto all’attenzione il mercato dei documenti falsi di identità

Sorgente: SPID, se il documento è falso: i problemi di sicurezza

Pressenza – C’è un’accoglienza che uccide

Sandrine Bakayoko è morta nel centro di prima accoglienza di Conetta, un’ex base militare in provincia di Venezia; Sandrine era una ragazza di 25 anni della Costa d’Avorio arrivata in Italia nel settembre del 2016, “ospitata” nel centro dove è venuta a mancare il 2 gennaio per una trombosi polmonare mentre attendeva l’esito della sua […]

Sorgente: Pressenza – C’è un’accoglienza che uccide