Bufale online, nessuno pensa alle competenze digitali

Nel dilagare di articoli e discussioni intorno a come contrastare le bufale online, tra proposte di regolatori istituzionali della Rete e mito dell’autoregolazione, tra giurie e tribunali, rimane ancora molto in sottofondo il tema della capacità di pensiero critico in rete. E che invece dovrebbe avere la priorità massima

Sorgente: Bufale online, nessuno pensa alle competenze digitali

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Autore: Pietro Barnabe'

Restauratore artigiano di: opere d'arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico.

19 thoughts on “Bufale online, nessuno pensa alle competenze digitali”

    1. Certo, whatsapp è stata acquistata da facebook, quindi ciò che gira su uno passa anche sull’altro.
      Occorre cercare di valutare l’attendibilità di ogni informazione che riceviamo ;).
      Ciao … buon fine settimana 🙂

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        1. Certo … non è il primo tentativo: ciclicamente un politico si sveglia ed elabora qualche proposta per il controlli della rete. Purtroppo questa volta nasce ed è limitata dall’Italia e potrebbe non coinvolgere le altre nazionalità, evitando il sorgere di una protesta internazionale.
          L’Italia ha già attuato dei restringimenti facendoli fare ai provider nazionali. Alcuni siti, con i DNS dei nostri fornitori, risultano non esistenti, mentre sono perfettamente navigabili coi DNS open.
          Ciao viki … Buona domenica 🙂

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  1. Il metodo “critico” l’ho imparato a scuola e in famiglia. Poi l’ho sviluppato da me, è cresciuto insieme a me. Là scuola e la famiglia sono i principali “incriminati”. La messaggistica istantanea e i social network si sono infilati in questo vuoto e lo sfruttano perché sono aziende con fatturati da capogiro. Gli stessi genitori non riescono a starci dietro. Basti pensare al successo di Instagram che viene utilizzato dai più giovani per bypassare il “controllo” parentale su FaceBook: un’immagine risponde a un codice interno, che conoscono solo “loro”. Le “bufale” sono l’espressione di una carenza di interesse ad approfondire e cercare le fonti, espressione di superficialità imperante e “spensierata”. Espressione di non volersi impegnare in cause e metterci del proprio. Speranze di un futuro migliore e di aspettative andate a farsi benedire da una politica oligarchica e autoreferenziale. Caro Pietro, hai aperto una voragine…;)

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  2. non discuto sulla realtà che in rete circolino delle notizie inventate … ma se ci pensate bene è la stessa cosa nei media tradizionali :
    certe notizie non le danno, le danno manipolate, le danno in certi orari, le danno con un certo “taglio”, le danno con titoli fuorvianti, etc etc (tutto documentato);
    quando leggo il nome di Paolo Attivissimo mi viene l’orticaria mentre se lo sento parlare la dissenteria …
    chi ha interesse a far girare le bufale ?
    coloro che hanno interesse a tenere l’informazione sotto controllo … con i media ci son già riusciti ed ora ci provano con il Web (ma qui sarà un po’ più difficile);
    concordo sul fatto che la capacità critica sia fondamentale (e mancante alla maggioranza dei cittadini).

    ciao Pietro 🙂

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