Una «Casa della Letteratura» come foglia di fico della speculazione in #Bolognina? #XM24 #Bologna – Giap

[Se, come suol dirsi, il reale stato della cultura si misura con la situazione delle biblioteche pubbliche, a Bologna siamo messi male. Il Comune sta avviando un percorso di privatizzazione delle biblioteche di quartiere, un tempo fiore all’occhiello del «buongoverno» felsineo. Non a caso, lo sta avviando a partire dal quartiere Navile, unità amministrativa che comprende la Bolognina, zona della città sotto attacco speculativo e gentrificatorio. Attacco che è parte della grande aggressione cementizia prossima ventura. Pochi giorni fa, abbiamo assistito all’abominio di una carica di polizia tra i tavoli di una biblioteca universitaria. Contro chi aveva cercato di mantenere quella biblioteca aperta a tutt*, la Procura ha in serbo un bel processo

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CETA – Forenza: «Al via una settimana di mobilitazioni»

Rifondazione comunista dell'Umbria

stop-ceta-t-shirts-mens-v-neck-t-shirt«Da lunedì – dichiara Eleonora Forenza, eurodeputata de L’Altra Europa – gruppo GUE/NGL – si apre a Strasburgo una settimana importantissima di mobilitazione contro il CETA, l’accordo commerciale tra Ue e Canada. Noi come eurodeputati GUE/NGL sosteniamo attivamente le reti che si mobilitano contro il CETA e gli accordi di commercio che antepongono la logica del profitto ai diritti delle persone e parteciperemo a tutte le iniziative contro questo accordo che mette a rischio l’ambiente e la sovranità dei cittadini, in una parola i diritti, a partire dalla grande mobilitazione che si prepara a Strasburgo, fuori dal Parlamento europeo, il 15 febbraio. E ovviamente in aula voteremo NO a quest’accordo, il cui testo arriverà in plenaria sempre mercoledì 15 febbraio. Chiediamo quindi la più larga partecipazione a tutte e tutti, abbiamo bisogno del massimo sostegno per far sentire le ragioni dei cittadini europei».

In particolare, come deputati GUE/NGL, parteciperemo ai…

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2017: per una riscossa operaia in Italia

Ottobre

lavoroA due anni ormai dall’entrata in vigore del Jobs Act la situazione lavorativa non smette di degradarsi. E non è una questione che tocca i soli operai italiani. Mentre la legge ha banalizzato l’arbitrio padronale, facendo danni tra le classi popolari italiane, misure equivalenti sono state introdotte nel frattempo in Francia e in Belgio (la Loi Travail e la Loi Peters), al fine di imporre gli stessi standard al ribasso alle classi lavoratrici dei rispettivi Paesi.

In 2 anni, circa 50 milioni di lavoratori del continente sono stati così toccati da provvedimenti diretti a intaccare le più basilari condizioni di esistenza; una gigantesca escalation bellica operata dalle classi dominanti, caratterizzata da un’omogeneità che illustra come i legislatori intendano imporre un’agenda sfacciatamente anti-operaia col pretesto della crisi, e altresì indicativa del piano transnazionale su cui il Capitale europeo agisce.

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