UNA SPLENDIDA POESIA ROM

ALGANEWS

DI GIANFRANCO ISETTA

gianfranco-isetta-alga

Ripropongo questo splendido testo di un poeta ROM, forse una poesia non basterà da sola a ricostruire un senso di unità solidale che superi ogni difficoltà ma certamente può aiutare a riflettere, almeno chi non ha perso il desiderio o la forza di pensare. La cultura di un altro popolo non è un sovrappiù, magari fastidioso perché confligge con le nostre abitudini consolidate ma può essere ricchezza  perchè anche parte della nostra storia civile e umana e questa poesia può aiutarci meglio a capirlo.
 Nacqui nel Nord, in pianura,
un giorno di nebbia
e da allora pianura
di nebbia e nebbia sono state catene.
Rare le evasioni
sempre breve l’estate
e troppo spesso
in fondo alla strada un muro.
Perciò amo il mare
questo infinito giocattolo vivo
nel quale ritrovo i giorni piu belli
della mia infanzia e insieme
l’infanzia del mondo
e insieme le lunghe navi fenici…

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Autore: Pietro Barnabe'

Restauratore artigiano di: opere d'arte, arredi lignei fissi e mobili, materiale lapideo anche decorato e dipinto, materiale etnografico.

4 thoughts on “UNA SPLENDIDA POESIA ROM”

  1. non ho nulla contro altre culture (se son tolleranti, eque e non violente);
    ma il mondo è cambiato (e non in meglio, lo sappiamo) e ne consegue che anche alcuni pensieri vengono ad essere modificati,
    una cultura nomade poteva essere (oltre che logica, giustificabile ed attuabile) bella alcuni secoli fa, anche i nativi americani in fondo lo erano come alcuni popolazioni asiatiche …
    ma oggi quanto ‘nomadi’ sono i Rom ?
    Vedere dei campi / baraccopoli perenni immersi nei rifiuti e nel degrado, con i bambini che non sono scolarizzati ma che vengono indirizzati a furti ed accattonaggio non mi sembra una cosa molto ‘culturale’ …
    Vedere delle persone ‘sopravvivere’ grazie a questi espedienti non mi sembra ‘vita’ e men che meno ‘cultura’ …

    E quanto ti ho detto vale anche per altre ‘culture’ …
    ad esempio la ‘nostra’ …

    perché ci sono tanti italiani costretti a vivere (?) in condizioni simili …

    ciao Pietro 🙂

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