Luce e sue influenze sulle opere – Laboratorio di restauro

La luce è un insieme di radiazioni che costituisce una fonte di energia.Concentrazione ed eccessi di radiazioni luminose possono modificare sostanzialmente le condizioni microclimatiche ambientali, con conseguente innesco di processi di degrado.

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La leggenda dell’«architettura fascista»: un dibattito distorto su memoria e spazio urbano – Giap

…. Che in Italia quel nervo sia scoperto lo dimostrano le bufale diffuse a getto continuo sulla volontà di questo o quell’esponente della sinistra — quasi sempre Laura Boldrini — di demolire il tal o il tal altro monumento. Bufale periodicamente riproposte da siti e giornali di destra: «Ecco i capolavori fascisti che Boldrini vorrebbe abbattere», titolava tempo fa il Secolo d’Italia, in cima a un articolo dove si paventava il rischio che Boldrini riducesse l’Italia a «una città [sic] post-atomica, praticamente un rudere con macerie in ogni angolo delle principali città italiane».Simili bufale si “viralizzano” e scatenano le solite reazioni violente, facendo crescere la sensazione che di quest’argomento in particolare non sia possibile discutere in modo minimamente sensato.Al netto delle bufale, a essere sbagliato è il frame, la cornice che inquadra tutti questi discorsi. Per disattivare il frame, dobbiamo porci una domanda, anzi, la domanda: l’«architettura fascista» è davvero fascista? L’ho chiesto a un amico architetto, docente, saggista e scrittore. Gianni Biondillo: — Non esiste una architettura fascista tout court. Esiste un’architettura prodotta sotto il fascismo, spesso da architetti in assoluto contrasto coi dettami di classicità spinti dal regime. Ti faccio un esempio clamoroso: nel 1931, alla IIa Esposizione di architettura razionale, gli architetti legati al movimento moderno presentano un collage che chiamano «Tavola degli orrori», dove mostrano architetture contemporanee che aborriscono, comprese quelle dello “Speer” italiano, Marcello Piacentini. Mussolini “sopportava” il razionalismo (soprattutto se prodotto in provincia, lontano da Roma, ad esempio a Como) perché voleva dare un colpo al cerchio e uno alla botte, dovendo tenere a bada il “fascismo di sinistra”, che ancora vagheggiava rivoluzioni artistiche futuriste, …

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Un articolo dettagliato ed informativo sull’evoluzione degli stili architettonici nel XX° secolo, quasi mai tipicamente italiani.

GEOforALL – Disponibili on-line le presentazioni del Technology for All 2017 sui beni culturali, territorio e smart city

Disponibili online tutte le relazioni rese disponibili dai relatori della quarta edizione del Technology for All 2017.

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Comunicato Stampa su DM Appalti Beni Culturali | CNA

CNA, ARI, Confartigianato che rappresentano i Restauratori di Beni Culturali italiani, si uniscono con forza a salvaguardia dell’intera categoria, contro il Regolamento concernente gli Appalti pubblici di lavori inerente i Beni Culturali (attuato con D.M. 154/2017del Ministero dei Beni culturali predisposto in attuazione all’articolo 146, comma 4 del Codice dei Contratti Pubblici), il quale ancora una volta, come già avvenuto in passato, tende a diversificare i restauratori che hanno acquisito la qualifica ai sensi dell’art. 182 da coloro che l’acquisiscono ai sensi dell’art. 29.

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Distacchi superficiali di impiallacciature, strato pittorico o dorato. – Laboratorio di restauro

Nelle prime fasi di lavorazione potremmo trovare distacchi superficiali. La struttura lignea potrebbe essere impiallacciata, con parti parzialmente distaccate, sollevate, o mancanti. Prima di procedere con la pulitura delle superfici, per non degradarle ulteriormente, conviene fissare, incollare, i distacchi di impiallacciature. Queste possono essere di spessore da 2, 1, 0,6 mm. a seconda del periodo … Leggi tutto “Distacchi superficiali di impiallacciature, strato pittorico o dorato.”

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I grandi dell’arte – Scultura – Magdalena Abakanowicz

Barbara Picci

Magdalena Abakanowicz Magdalena Abakanowicz

Magdalena Abakanowicz (1930-2017) è una scultrice polacca morta quest’anno all’età di 86 anni. Durante la Seconda Guerra Mondiale, a differenza dei suoi colleghi europei, la maggior parte dei quali si esprimeva attraverso immagini pop e commerciali, sviluppò un linguaggio visivo diverso con una scultura formalista che si basava su superfici spiegazzate, accartocciate e angosciate che rappresentavano delle metafore per gli effetti della violenza sull’uomo e la terra sollevata da bombardamenti e battaglie.

Magdalena Abakanowicz - AbakansIl suo successo esplose negli anni ’60 quando esordì con “Abakans“, una serie di sculture su scala monumentale che attaccò al muro a mo’ di carcasse appese agli ami delle macellerie. Nonostante i critici fossero reticenti perché si aspettavano qualcosa pop, le sue opere furono acclamate dal pubblico. Solo negli anni ’70, con la serie “Alterations“, passò a uno stile più figurativo. Le sue figure, fatte di tela da imballaggio, erano spesso…

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Lavoro manuale: considerazioni personali – Laboratorio di restauro

Il lavoro manuale è, spesso, considerato nell’immaginario collettivo, come antitetico all’uso di apparati tecnologici. Considerazioni sul lavoro manuale e non: la prima constatazione riguarda l’attivazione e la gestione di una macchina o qualsiasi altro apparato: sono sempre e comunque le mani ed il cervello dell’operatore ad utilizzare o programmare gli strumenti operativi; occorre poi definire … Leggi tutto “Lavoro manuale: considerazioni personali”

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