GAZA. La grande marcia prosegue. Reportage fotografico dal confine di Al Bureji – Pressenza

La giornata di ieri è stata meno cruenta delle precedenti. I cecchini hanno sparato lo stesso e i tear gaz venefici hanno comunque riempito l’aria, ma i feriti lungo tutto il confine sono stati “appena” 206 tra cui alcuni bambini e un giornalista palestinese, uno di quei volontari dell’informazione che ancora credono che il giubbetto con la scritta PRESS sia una garanzia e non un target.

Avrebbero ragione se Israele rispettasse la normativa internazionale, ma Israele lo dimostra da quando è stato fondato e lo afferma anche esplicitamente che non intende rispettare la legalità internazionale. Sappiamo anche che seguiterà a non farlo visto che non ha mai subito sanzioni per questo ma tutt’al più “severi rimproveri”.

Ha distrutto decine di ambulanze in reiterate occasioni, ucciso medici e paramedici oltre che giornalisti, ma c’è ancora chi crede di essere protetto dalla scritta press sul giubbetto e sul casco come ci dicono questi giornalisti intervistati nell’accampamento in fronte al confine di Al Bureji a est di Gaza.

Sorgente: GAZA. La grande marcia prosegue. Reportage fotografico dal confine di Al Bureji – Pressenza

Annunci

Lotta di classe, mormorò lo spettro. Marx immigrazione falsificazione / 1

Uno spettro ci porta in volo nei luoghi della lotta di classe, dove si vede che i discorsi “marxisti” anti-immigrati non sono marxisti e ingannano i lavoratori.

Una lettura da non perdere … una citazione:

Marx, invece, introduce un’idea più sofisticata: è lo sviluppo stesso del capitale, in un’economia di mercato, a generare automaticamente una sovrappopolazione relativa, ossia una certa quantità di forza-lavoro disponibile a essere impiegata nella produzione ma che è tenuta a riposo. Questa sovrappopolazione relativa, cioè i disoccupati (e gli inoccupati), va a costituire una sorta di “riserva” nell’«esercito» dei proletari usato dalle aziende. Come la riserva di un vero esercito, può essere mobilitata alla bisogna, e questa necessità si verifica periodicamente perché il capitalismo ha un andamento ciclico (espansione-crisi-ripresa) e perché per sua natura continua a rivoluzionare le proprie tecniche produttive e a spostare forza-lavoro tra diversi settori produttivi o verso nuovi settori che si inventa. Se il capitalismo dovesse aspettare la nascita di nuovi operai e il loro raggiungimento dell’età lavorativa ogni volta che ha bisogno di nuove reclute, andrebbe in rovina: deve poterne trovare subito, così come deve molto rapidamente potersi liberare dei salariati in eccesso quando è il caso.

L’idea di Marx che nel capitalismo ci sia una disoccupazione fisiologica, che non c’entra con l’andamento demografico, è nel frattempo diventata mainstream e anche gli economisti borghesi parlano di disoccupazione naturale e disoccupazione ciclica.

Leggerlo prima di citarlo mentula canis

Sorgente: Lotta di classe, mormorò lo spettro. Marx immigrazione falsificazione / 1