Warhol & Friends | Palazzo Albergati

New York negli anni ‘80.

Tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, i protagonisti del vivacissimo clima artistico di una sempre nuova New York come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons, con circa 150 opere dal 29 settembre saranno a Palazzo Albergati di Bologna nella mostra Warhol&Friends. New York negli anni ’80.

Gli anni ‘80 si aprono con l’elezione dell’ex attore Ronald Reagan a Presidente degli Stati Uniti; l’economia si trasforma in finanza e si accumulano ricchezze inimmaginabili; John Lennon muore ucciso sotto casa l’8 dicembre 1980; la borsa di New York crolla e anche il Muro di Berlino; i fatti di piazza Tienanmen, l’invenzione del www e l’impazzare dell’Aids negli USA.

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About the Eclectic Tech Carnival – /ETC – Eclectic Tech Carnival

Un evento internazionale che quest’anno fa tappa a Bologna.

La storia di /ETC in italiano

Nel 2001 un gruppo di donne sotto il nome di The GenderChangers Academy (GCA) organizzò dei workshop all’ASCII (Amsterdam Subversive Center for Information Interchange), uno del primi hackerspaces dei Paesi Bassi.

Ivana, dalla Croazia, ne venne a conoscenza e invitò il gruppo a organizzare alcuni seminari a Pula. L’accordo era preso, e per autofinanziarsi alcune si offrirono di recuperare i bicchieri in un locale. Con quei soldi affittarono una macchina spaziosa e guidarono fino a Pula.

Lì ci furono workshop sul Free Software e l’Open Source, su come funzionano i computer e come farsi il proprio sito web in HTML. Una delle partecipanti aveva viaggiato da Atene fino a Pula per seguire quel corso. Alla fine del weekend, proprio lei chiese al gruppo se per l’anno successivo si sarebbe potuta fare la stessa cosa in Grecia.

Sorgente: About the Eclectic Tech Carnival – /ETC – Eclectic Tech Carnival

La call per i contributi è aperta fino al 20 settembre (ma sicuramente
ci sará spazio per proposte last minute):

https://eclectictechcarnival.org/ETC2018/call/

Registrazione:
https://eclectictechcarnival.org/etc/communications/registration/

 

Inaccettabile il trattamento riservato al direttore del Museo della Gente Trentina. Un museo non è solo il numero dei visitatori

Inaccettabile il trattamento che su Rete4 è stato riservato al direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, Giovanni Kezich. Le performance di un museo non si valutano solo dal numero dei visitatori.

In sostanza, la trasmissione ha fatto passare un messaggio profondamente sbagliato: quello secondo il quale le performance d’un museo vanno misurate sulla base dei visitatori che corrispondono un biglietto a pagamento per entrare nelle sue sale. E di conseguenza, un museo che spende troppo in relazione al numero di quanti lo visitano, sarebbe un museo che spreca: una tesi parziale e riduttiva, dal momento che un museo non è un luna park che vive soltanto in funzione di quanti si recano a visitarlo. I visitatori non sono che una parte delle attività d’un museo: certo, sono la componente più visibile e facilmente misurabile, ma non sono l’unica. Si prenda proprio il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, un museo etnografico tra i più importanti d’Italia le cui attività s’estendono ben oltre le visite. Il museo di San Michele all’Adige, infatti, è anche dotato d’una preziosa biblioteca specializzata in antropologia culturale e storia alpina e trentina, che conta su di un fondo di circa diciassettemila volumi, dei quali mille e cinquecento fanno parte d’un fondo storico che raccoglie libri e periodici pubblicati tra l’Ottocento e l’inizio del Novecento, mentre mille costituiscono la raccolta del fondatore del museo, Giuseppe Šebesta, importante scrittore ed etnografo. Ancora, il museo è dotato d’un archivio audiovisivo che include importanti documenti sugli usi del Trentino, alcuni dei quali prodotti dalla locale sede Rai.

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Cyberwar, la nuova frontiera della guerra, sempre più subdola e incontrollabile! – Pressenza

Mentre noi siamo impegnati per il disarmo, contro la produzione e il commercio di armi, per l’eliminazione totale delle armi nucleari e della loro minaccia, la guerra stia cambiando radicalmente i connotati che conosciamo (o pensiamo di conoscere), assumendo caratteristiche sempre più subdole e incontrollabili, sviluppando tipi di “armi” che non riusciamo neanche a immaginare, […]

Uno dei salti di qualità (come ci condizione il linguaggio, non trovo un contrario di “qualità”) sono i cosiddetti killer robot, in termini più tecnici armi autonome, che con gli sviluppi – che qualcuno chiama “prodigiosi”, io “allarmanti” – dell’intelligenza artificiale (AI) individua il nemico senza l’intervento di una decisione umana e decide di attaccarlo: Pressenza se ne occupa da tempo1. Sulla AI sembra che si giocherà la prossima competizione tecnologica (e non solo) globale: forse qualcuno è contento, attende con ansia un qualche tipo di robot che esegue tutte le operazioni umane, a mio parere non c’è molto da stare allegri! Lo faremo anche pensare per noi, manderemo il cervello al macero?

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La vera sfida al populismo reazionario: contro il neoliberismo e per il rilancio del Welfare | Contropiano

http://contropiano.org/interventi/2018/09/14/la-vera-sfida-al-populismo-reazionario-contro-il-neoliberismo-e-per-il-rilancio-del-welfare-0107534

A Tarquinia restaurata la Tomba degli Scudi, capolavoro dell’arte etrusca

A Tarquinia è stata restaurata la Tomba degli Scudi, uno dei maggiori capolavori dell’arte etrusca.

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Il topolino di Bonisoli. Perché le novità sull’accesso ai musei sono solo fumo negli occhi

Il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, ha annunciato novità per l’accesso ai musei. Ma a nostro modo di vedere sono solo fumo negli occhi.

È curioso notare come il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, abbia impiegato più d’un mese (facendo partire la conta dalla data dell’annuncio dell’abolizione delle domeniche gratis nei musei) per partorire un pacchetto di misure che, di fatto, producono dei cambiamenti davvero minimi rispetto al passato.

L’unica vera novità è l’introduzione del biglietto ridotto a 2 euro per i giovani tra i diciotto e i venticinque anni: un provvedimento che appare sicuramente sensato, che consentirà agli under 25 d’avvicinarsi soprattutto ai musei più grandi (ovvero, tipicamente, quelli coi biglietti più costosi), e magari stimolerà la loro voglia d’approfondire e conoscere i musei delle loro città. Tuttavia è anche necessario osservare che, senza campagne di comunicazione mirate, la misura rischia di produrre scarsi effetti: secondo le ultime statistiche culturali dell’Istat, riferite al 2016, il 41,8% degli italiani che nel corso dell’anno non ha visitato neppure un museo, non lo ha fatto semplicemente perché non interessato.

 

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