Parkinson: zitto zitto il governo taglia i ricoveri – Lanuovasavona.it

http://www.lanuovasavona.it/2019/09/28/leggi-notizia/argomenti/sciuscia-e-sciorbi/articolo/parkinson-zitto-zitto-il-governo-taglia-i-ricoveri.html

L’albero dei sepolcri imbiancati (La Stampa e il TAV) di redazione

Lo stesso giorno in cui a New York Greta
Thumberg lanciava il suo durissimo “Come osate voi!” contro i
distruttori del pianeta, a Torino il quotidiano “La Stampa” lanciava la
campagna “Un albero al giorno”,
nel tentativo evidente di rimediare al senso di vergogna che davanti a
quella dichiarazione di responsabilità dovrebbe cogliere chiunque
ricopra un ruolo di potere, in politica come in economia e
nell’informazione. 365 alberi per compensare le emissioni di CO2
prodotte quotidianamente dalla produzione materiale del giornale.
Saranno “35 pini, 50 moringa, 50 mogani caoba; ma anche aranci, avocado,
cedri, limoni, piante di papaya e manghi”, da piantare in Guatemala,
per far sì che “La Stampa” raggiunga presto l’obiettivo di essere “Carbon Neutral
e, soprattutto eticamente autoassolta rispetto al danno inferto al
pianeta dal loro “manufatto”. Dimenticano però, i virtuosi convertiti
alla morale green, i danni inferti dal loro prodotto
intellettuale. Dai contenuti che quotidianamente veicolano sulle pagine
del loro giornale. Dalle vere e proprie campagne che conducono per
orientare lo “stile di vita” e l’agenda politica. A cominciare da quel famigerato TAV Torino Lione di cui “La Stampa” è, insieme a “Repubblica”, il principale fautore.

Forse ignorano – ma non è una
scriminante, è un’aggravante – che i soli lavori di allestimento del
Cantiere di Chiomonte, in Val Clarea (un microcosmo che era un piccolo
paradiso terrestre, con una flora meravigliosa) hanno comportato
l’abbattimento di 5.299 alberi nel solo 2013 quando la cosa ebbe inizio. […]

https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2019/09/25/lalbero-dei-sepolcri-imbiancati-la-stampa-e-il-tav/

QA turismo cultura & arte-Ricostruite opere di Van Gogh e Picasso con l’intelligenza artificiale

Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI, Artificial Intelligence), i ricercatori dell’università tecnica di Delf e dell’University College London hanno
rispettivamente ricostruito dei disegni di Van Gogh irrimediabilmente
deteriorati e due opere nascoste sotto i quadri di Picasso intitolati “Il vecchio chitarrista cieco” e “La mendicante accovacciata”, entrambi appartenenti al cosiddetto “Periodo Blu”.

http://www.qaeditoria.it/details.aspx?idarticle=98239

QA turismo cultura & arte-Il ritratto del Nano Morgante del Bronzino è tornato a Palazzo Pitti

[…] Nell’Ottocento il dipinto venne
sottoposto ad un pesante intervento di restauro che trasformò il nano
nientemeno che nel dio Bacco, forse considerando la nudità della
figura più consona a un personaggio mitologico: così una corona di
foglie di vite fu aggiunta a cingergli il capo, bacino e genitali
vennero nascosti da un’altra ghirlanda di pampini e grappoli e la
civetta ridipinta diventò un calice di vino. Queste aggiunte furono
rimosse solo nel 2010, durante una delicata operazione di ripristino che restituì all’opera l’aspetto originario. […]

http://www.qaeditoria.it/details.aspx?idarticle=98235

QA turismo cultura & arte-Il manoscritto nascosto alla furia dell’ISIS, torna in Iraq dopo un anno di restauro in Italia

Dopo oltre un anno di restauro in Italia presso l’Istituto per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma (ICRCPAL), ritorna in Iraq il manoscritto del XIV sec. nascosto alla furia dell’ISIS da alcuni sacerdoti
che lo hanno murato con altri duecento antichi volumi dietro una parete
nello scantinato della chiesa siriaca-cattolica Vergine Maria a
Qaraqosh, nel Kurdistan Iracheno

http://www.qaeditoria.it/details.aspx?idarticle=98236

QA turismo cultura & arte-La “Madonna della Cesta” di Rubens è tornata a Palazzo Pitti dopo 3 anni di restauro

Dopo un restauro durato oltre tre anni, la “Madonna della Cesta” del famoso pittore fiammingo Pieter Paul Rubens ha fatto ritorno alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. L’intervento di restauro, affidato nel 2016 all’Opificio delle Pietre Dure, ha restituito al dipinto la sua originaria verve cromatica,
persa nel tempo a causa del sovrapporsi delle vernici utilizzate nel
corso degli interventi di restauro precedenti; in alcuni punti,
addirittura, il colore risultava sollevato o staccato. È stato inoltre ammorbidito il supporto di legno che sostiene l’opera, irrigiditosi eccessivamente in seguito ad una vecchia azione di consolidamento.

http://www.qaeditoria.it/details.aspx?idarticle=98229&AspxAutoDetectCookieSupport=1