Lightzone l’alternativa open source a Photoshop Lightroom di Abobe | Il mondo di Paolettopn

SI, avete letto bene nel titolo di questo post, Lightzone è l’alternativa libera e gratuita a Photoshop Lightroom di Adobe, per lo “sviluppo” delle immagini in formato RAW, prodotte dalle nostre fotocamere digitali.I fotografi professionisti conoscono molto bene la suite Adobe, nella quale è presente il noto programma di elaborazione grafica Photoshop Lightroom.Come d’abitudine, nel mio blog, intendo sempre trovare una soluzione open source da utilizzare al posto dei noti software rilasciati con la licenza a pagamento.Questo programma e i codici sorgente originali del software LightZone sono resi disponibili come prodotto gratuito e open source con la licenza New BSD, dal creatore Fabio Riccardi. Le Modifiche aggiuntive sono fornite da “The LightZone Project”, un gruppo di lavoro senza fini di lucro e open source.Il software LightZone è ora disponibile in forma gratuita al pubblico. Eventuali altre versioni devono rimanere gratuite.Per questo motivo, oltre agli altri programmi che ho già recensito su questo blog, oggi desidero presentarvi questo ottimo programma open source per lavorare le vostre fotografie digitali.Come alcuni di noi già sanno, lo sviluppo digitale manuale è quasi sempre l’unico modo per ottenere esattamente l’immagine desiderata, elaborando lo scatto di partenza. Così come si ERA soliti fare su Windows e Mac, installando il costoso Adobe Photoshop Lightroom, ora è possibile lavorare i file RAW con GNU/Linux e ANCHE con Windows e Mac, utilizzando il software Lightzone.

Sorgente: Lightzone l’alternativa open source a Photoshop Lightroom di Abobe | Il mondo di Paolettopn

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Automotive cyber security workshop

ERLUG e RaspiBO vi invitano ad un nuovo Talk di Sera:
"Automotive cyber security workshop".

Mercoledì 13 aprile 2016, con inizio alle ore 21,00, 
presso la sala polivalente Romano Martelli del quartiere Savena in via Faenza 4 (Bologna) si terrà
un dibattito aperto al pubblico sui temi della sicurezza informatica
in ambito automotive.
erlug
Walter Nesci e Cosimo Senni introdurranno la storia e le problematiche attuali,
presentando il punto di vista di OEM e Tier 1, dibattendo col pubblico di
scenari futuri, problemi e possibili soluzioni.
La serata sarà moderata da Guido `zen` Bolognesi. 
raspibo
La sala Romano Martelli è facilmente raggiungibile in auto 
dall'uscita 12 della tangenziale e dall'uscita San Lazzaro 
dell'autostrada. 
Numerosi i parcheggi nei dintorni:
http://osm.org/go/xdUSgjOgM?layers=N&m=&way=150820473

Usando i trasporti pubblici, dalla stazione centrale di Bologna le linee
migliori sono la 27, 36 e 101; assicuratevi di controllare le corse per
il ritorno sul sito TPER: http://www.tper.it/

La serata è gratuita, ma per meglio gestire il limitato numero di posti e per
eventuali annunci dell'ultimo minuto siete invitati ad iscrivervi tramite:
  https://www.eventbrite.it/e/biglietti-automotive-cyber-security-workshop-22968419160


Per informazioni e dubbi: info@erlug.linux.it

Locandina utilizzabile:
http://erlug.linux.it/talkdisera/media/automotive_security_a4.png

Sicurezza in rete.

Dopo una panoramica dei rischi che si incontrano in rete, vediamo come rendere più sicure le nostre connessioni.

Non dobbiamo mai dimenticare che la sicurezza in rete è un concetto relativo: non avremo mai la certezza assoluta, vedi anche l’articolo precedente, ma possiamo acquisire abitudini e comportamenti che possono portarci ad un livello accettabile di manenimento della nostra privacy; l’anello più debole della catena informativa è tra la poltrona e la tastiera: noi stessi.

Una prima soluzione: utilizzare software libero, con la possibilità di accesso al codice, possiamo analizzare come funziona1 oppure cercare la documentazione relativa ad esso in rete. Un altro fattore decisivo è  costituito dal mantenerlo sempre aggiornato all’ultima versione stabile: le comunità internazionali sono molto attive nella soluzione dei problemi riscontrati, quindi installando gli aggiornamenti si risolvono anche bug che sono stati evidenziati. Questo significa che è anche utile segnalare agli sviluppatori gli eventuali malfunzionamenti che si riscontrano, tutte le distribuzioni linux consentono di default il poterlo fare.

Se si utilizza software proprietario, abbiamo acquistato un computer o altro device con installato windows e non siamo in grado di sostituirne il sistema operativo, dobbiamo premunirci. Innanzitutto è consigliato installare un antivirus e mantenerlo aggiornato2. Solitamente, per un utilizzo casalingo, possiamo acontentarci del firewall in dotazione al router, preconfigurato dal fornitore del servizio. Dobbiamo però porre attenzione ad eventuali programmi che vogliamo installare. In questo caso, affidarci sempre ai siti del costruttore o consigliati/verificati da questi. Qualora volessimo installare qualcosa di nuovo, con una ricerca in rete possiamo acquisire informazioni che ci permettano di verificare attendibilità del fornitore e sicurezza del software.

sicurezza in rete,
immagine dal web

Quando ci connettiamo a siti interattivi che ci chiedono il login, ricordiamo di predisporre sempre password robuste: stringhe alfanumeriche con maiuscole e minuscole e segni di punteggiature di almeno 8 caratteri (l’ideale sarebbe 14-16), che non ripropongano parole di senso compiuto o reperibili su un qualsiasi dizionario, evitare date di nascita e non. Non usare a stessa password per siti diversi: non tutti la memorizza crittografata, e, se è in chiaro, l’amministratore la legge e può provare ad utilizzarla altrove. A volte i tentativi riescono ed accede a vostro nome dove non dovrebbe.

Anche oggi non voglio annoiare troppo e ci fermiamo: alla prossima.

 


[1] Non occorre essere programmatori, possiamo sempre rivolgerci a qualche professionista, in caso avessimo bubbi. Inoltre dobbiamo tenere presente che il FOSS è aggiornato continuamente dalle comunità che lo seguono, e, eventuali problemi o bug di sicurezza, vengono risolti in tempi brevi.
[2] Questo è evitabile su linux o macosx, sistemi dove l’utente non ha i permessi di amministratori, quindi la sua azione incauta non danneggia il sistema, ma i suoi soli dati personali.

Qubes OS

La comunicazione è importante, grazie per queste pagine che ci possona aiutare nella salvaguardia, per quanto possibile, della nostra sicurezza..

Ivan Zini

qube_logoContinuando sul tema della sicurezza informatica, Qubes OS è una distribuzione linux , free e open source (FOSS), che ha l’obiettivo di rendere sicuri desktop e laptops. Ma il concetto di sicurezza introdotto in Qubes OS travalica l’approccio tradizionale alla sicurezza di un qualunque sistema operativo, ovvero dotarsi di un buon antivirus e di un firewall software, non è più sufficiente a rendere un sistema immune sopratutto dai malware, che diventano sempre più sofisticati e che sfruttano le vulnerabilità e i bugs di molti software popolari.
L’approccio alla base di Qube OS è chiamato “security by compartmentalization“, che consente di lanciare ogni singola app (AppVMs) e software presente, tramite un istanza virtuale isolata e separata dal vero sistema, creando a tutti gli effetti dei template di  macchine virtuali dedicate per ogni applicazione che si utilizza, chiamati “domains”.

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