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Torino 24 marzo 2018

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Mentre la Wto collassa il Canada si allea con Trump contro il principio di precauzione

Stop TTIP Italia

La Conferenza ministeriale della Organizzazione mondiale del commercio, convocata a Buenos Aires fino al 13 dicembre, sembra a un passo dal collasso, e il Canada non perde tempo: si allea con Trump per attaccare il principio di precauzione.

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Arte e curiosità – Scultura – I corpi distorti di Paul Kaptein

Il vento della vita stressa i nostri corpi … magari meno violentemente 😉
Rilancio, grazie 🙂

Barbara Picci

Paul KapteinLa sensazione è quella della distorsione digitale, come se l’autore abbia usato un software di deformazione. E invece non è così, le sculture dell’artista australiano Paul Kaptein sono vere e tangibili. Realizzate a partire da legno laminato, esse vanno a formare corpi umani e volti dalle curve deformate e dai contorni drammatici. È interessante notare è che, a seconda del punto di vista dell’osservatore, esse si trasformano da figurative ad astratte. Inoltre, se notate bene, le sculture hanno dei buchini collegati con linee disegnate come costellazioni di stelle.
Kaptein dichiara di essere interessato a esaminare l’area indefinita tra espansione e contrazione, o interconnessione e incompletezza.
Vi lascio alle immagini. Buona visione!

Link utili / Useful links:
Website | Instagram | Facebook fan page

Via designboom.com

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La Memoria di James Nachtwey a Palazzo Reale

Culture For

Era da tanto che non mi commuovevo durante la visita ad una mostra, ma con James Nachtwey è successo.

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Il fotografo americano, considerato l’erede di Robert Capa, ha dedicato la sua vita a raccontare la condizione umana all’inferno, ovvero prima, durante e dopo la guerra.

Ho voluto diventare un fotografo per essere un
fotografo di guerra. Ma ero guidato dalla convinzione
che una fotografia che riveli il volto vero della guerra
sia quasi per definizione una fotografia contro la
guerra.

James Nachtwey

I suoi scatti in bianco e nero, esposti a Palazzo Reale con la mostra Memoria, hanno una potenza indescrivibile: non c’è posto per la speranza, ma solo per il dolore, l’ingiustizia, la violenza e la morte. Ritrae l’odio in tutte le sue forme più terribili: vorresti distogliere lo sguardo ma non ci riesci. James Nachtwey cattura il tuo sguardo e ti invita a non ignorare ciò…

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CurKillTheBlog – I lampadari di plastica riciclata di Veronika Richterová

Una splendida idea di riciclaggio 🙂
Grazie … buona giornata 🙂

Barbara Picci

Veronika RichterováVi ho già parlato di lei mostrandovi le sue sculture di plastica raffiguranti per lo più piante, fiori e animali. Ebbene, recentemente mi sono imbattuta in “PET luminaries“, la nuova serie realizzata dall’artista ceca Veronika Richterová. Si tratta di lampadari e lampade realizzati con la solita plastica di riciclo derivata da bottiglie.
Le lampade sono perfettamente funzionanti anche se, per non creare danni alla plastica, le lampadine e i cavi usati producono calore minimo.
Ecco le immagini, buona visione!

LINK UTILI:
Veronika Richterová in questo blog | Website

Via thisiscolossal.com

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Internet è il nuovo muro della street art? | L’indiscreto

HyperHouse

Su L’Indiscreto un lungo articolo sulla Street Art; uno stralcio:

In un articolo uscito qualche settimana fa mi interrogavo su un dettaglio un po’ strano del graffitismo contemporaneo, cioè che spesso le opere inglobano elementi dello spazio architettonico come finestre, porte e comignoli. Ho il dubbio che questo stretto rapporto con lo spazio sia anche un modo per rendere le opere apprezzabili attraverso le foto. Grazie all’inclusione di una finestra o di altri oggetti di dimensione standard il graffito può essere osservato senza perdere un aspetto fondamentale delle opere murali: le dimensioni. Senza queste “inclusioni architettoniche” il graffito, immortalato in foto, apparirebbe senza termini di paragone utili a permettere di immaginarne le dimensioni, e finirebbe per non essere troppo diverso da un’illustrazione o da un disegno qualsiasi.

La mia ipotesi non è che questo stratagemma sia una fregatura, non credo che i graffiti non meritino più di essere considerati “di…

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