La fine di un lavoro: la fontana

Glli interventi di manutenzione straordinaria, ripristino e restauro della fontana sono terminati.

Le superfici sono state trattate con cera microcristallina, le arenarie scialbate, e la vasca interna è stata impermeabilizzata con idrofluoro 10.

Manca soltanto l’intervento degli idraulici per completare l’opera.

 

Panoramica:

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Particolari:

 

 

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Curiosità, restauro faidate creativo

Nel corso della propia attività professionale si incontrano a volte soluzioni veramente originali e creative, autoprodotte e funzionali.

Un esempio è costituito dal pomello di un cassetto realizzato con un cilindro ligneo su cui è stata applicata una lamiera punzonata, ben levigata su tutte le superfici e perfettamente adatta alla sua funzione.

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vista laterale

 

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vista frontale.

 

Per informazioni, comunicazioni:

 

 

Fontana, nonostante le condizioni metereologiche avverse, il montaggio è eseguito.

Le pioggerelle saltuarie ma costanti, hanno contribuito ad un notevole rallentamento dei lavori;

tuttavia il montaggio è stato eseguito.

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Parallelamente è stata completata anche l’integrazione della lacuna presente nella vasca.

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Ora prosegue l’attesa di giornate non piovose che consentano il completamento delle stuccature alla giunzione delle varie parti, ee i trattamenti superficiali e protettivi.

 

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Restauro e riuso

Il restauro e` finalizzato al rpristino delle funzionalità di un’opera; non è riservato esclusivamente alle opere d’arte o ad oggetti ed opere di importanza culturale o storica;

può anche aiutare a recuperare vecchi oggetti di uso quotidiano,  modificandone anche la funzionalità.

Ad esempio, due componenti la cornice di una specchiera degli anni ’50, intagliati e decorati, con l’aggiunta di una base, e la sua decorazione, possono diventare due inusuali fermalibro.

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Arredamenti antichi artistici

Un bellissimo tavolino dipinto:

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Una visione completa del piano:

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Ed i piedi decorati con arabeschi dorati:

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Alla prossima.

 

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Arte popolare decorativa

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Una maternità diversa dal solito.

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Oppure una barca vela, mezzo per la sopravvivenza quotidiana, in un porto di mare.

 

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Conservazione di opere d’arte e complementi di arredo.

La miglior conservazione di un’opera consiste nel non innescare processi che possano portarla al decadimento.
Le condizioni di microclima e di luminosità dell’ambiente circostante possono influire in modo significativo nel suo degrado o nella sua conservazione.
Il controllo di umidità relativa e temperatura ambientali, è fondamentale per il prolungamento della sua vita, escursioni termiche elevate provocano variazioni dimensionali con punti di tensione, specialmente nel caso di oggetti o opere composte da materiali misti (metallo e legno).
Valori elevati di umidità relativa ambientale favoriscono:
– processi di ossidazione nei metalli;
– l’umidificazione provoca nel legname dilatazione ed ammorbidimento delle fibre, esponendolo alla possibilità di attacchi fungini, virali e di insetti xilofagi;
– la crescita di microflora, muffe e funghi, su pietra e legno;
– l’ammorbidimento superficiale di opere o strati gessosi;
– insediamento di microflora e batteri su stoffe e pellami;
ed altri casi di minore rilevanza.
Le condizioni espositive assumono un’importanza rilevante, e sono da tenere ben presenti per il mantenimento di un’opera nelle sue condizioni originarie, soprattutto nei casi di esposizioni all’aperto o, al chiuso con grossa affluenza di pubblico; in questi casi occorrerà monitorare periodicamente, ed a distanza temporale ravvicinata, la tenuta dei materiali protettivi applicati, ripetendone l’applicazione ogni volta che ci si accorga della loro inconsistenza/logoramento.
Nel caso di esposizione in locali chiusi, ottenere una buona aereazione ci aiuterà a mantenere l’umidità relativa a valori accettabili; se non fosse sufficiente ad avere condizioni ottimali, meglio predisporre un impianto di climatizzazione che controlli temperatura ed umidità relativa; questo vale soprattutto per le esposizioni museali: temperatura di 18-20° C con umidità relativa al 40-50% sono condizioni ideali anche per gli esseri umani. Nello specifico si suggeriscono valori di:
<45%         per materiali inorganici (metalli, pietra, ceramica),
42-45%        fossili
50-65%        per materiali organici (legno, carta, tessili, avorio, cuoio, pergamena, dipinti, …)
100%        oggetti provenienti da scavi umidi o da immersione.

Altro fattore importante è l’illuminazione, il cui eccesso è dannoso su tutti i materiali organici, in quanto la radiazione luminosa agisce sulla pigmentazione dei materiali, può provocarne lo sbiadimento dei colori e processi di disgregazione materica, con indebolimento superficiale, riduzione delle proprità meccaniche, alterazioni cromatiche, ingiallimento, decolorazione, logoramento delle fibre e polverizzazione degli strati superficiali.

In particolare livelli di illuminazione non pericolosi potrebbero essere:
< 50 lux     per materiali estremamente sensibili (seta, lana, carta, acquerelli, manoscritti, cuoio decorato, …),
150-200 lux    materiali sensibili (dipinti ad olio e tempera, avorio, legno, cuoio, ossa, lacche orientali, …),
comunque contenuta, anche se più elevata, per materiali non sensibili (vetro, pietra, ceramica, metalli, pitture a fresco).
Maggiori indicazioni sul valore di un lux si possono trovare qui

In altri termini un approccio di “buon senso”, comunque sempre molto utile, ci porterebbe ad eliminare o ridurre fortemente le radiazioni ultraviolette ed infrarosse, ridurre comunque illuminazioni eccessive, ridurre il tempo di esposizione alle fonti luminose, aereare i locali.

Per un approccio più preciso, conviene sempre effetture:
controllo termoigrometrico,
controllo illuminotecnico,
controllo biologico,
spolveratura periodica,
verifica dei prodotti durante il restauro, ponendo attenzione alla loro conformità con l’opera stessa.

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