Manutenzione e conservazione delle opere: esposizione all’interno.

Articoliamo l’applicazione delle indicazioni espresse nella pagina precedente:

– verifica delle condizioni espositive, con i vari controlli ambientali, periodici;
– scelta delle condizioni materiali dell’esposizione.
Importante é porre attenzione alle condizioni espositive;
le vetrine, o scaffali, in cui alloggiare gli oggetti devono essere stabili, ben ancorate a terra, predisponendo protezione dalle possibili vibrazioni e con chiusure pratiche, sicure, ma facilmente apribili all’occorrenza;
Come abbiamo visto polveri ed altri agenti patogeni non devono essere a contatto con le opere, quindi, qualora non sia possibile collocarli in spazi chiusi e sigillati, va organizzato un piano di inteventi di spolveratura costante e puntuale.
L’illuminazione deve essere valutata per i singoli oggetti, affinchè nessuno di essi sia sovraesposto, ed allo stesso tempo non deve essere fastidiosa per chi volesse ammirare l’esposizione.
Porre attenzione ad una temperatura stabile, senza sbalzi significativi, quindi sono da collocare tenendo presente la posizione dei dispositivi di riscaldamento/raffreddamento, onde ottenere livelli di temperatura ed umidità relativa costanto o compresi in range piuttosto ristretti ed ottimali per la conservazione delle opere. Per raggiungere lo scopo, ci si deve avvalere anche di deumidificatori ed umidificatori.
Nel caso di teche o vetrine chiuse, i controlli microclimatici sono da effettuare all’interno, ed é importante valutare anche la circolazione dell’aria.
Il materiale con cui realizzare le strutture di contenimento va scelto con cura, in funzione dei materiali delle opere contenute.
Scaffali in legno possono essere veicolo di agenti infestanti, batteri, virus, insetti per gli oggetti lignei; il vetro nella maggior partre dei casi ovvierebbe a questi problemi, ma potrebbe generare condensa nella parte inferiore delle basi.
Appoggiare gli oggetti su centrini o tessuti, eviterebbe le potenziali condense, ma potrebbe contribuire agli accumuli di polvere.
In tutti i casi la struttura espositiva é da considerare in base agli oggetti esposti; potrebbe essere utile anche l’utilizzo di gel di silice, igroscopico.

 

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Manutenzione e conservazione delle opere: esposizione all’aperto

Esposizione all’esterno.

Ci sono casi in cui macchinari, attrezzi ed altri oggetti sono esposti all’aperto ed alle intemperie.
É il caso di statue, musei a cielo aperto, o, anche un semplice abbellimento del proprio giardino.
Ovviamente, in questi casi, una pratica di manutenzione costante e puntuale aiuta a preservare nel tempo l’opera, in particolare per oggetti lignei:

– predisposizione di ripari dall’esposizione solare e dai venti freddi;
– un’attento controllo della persistenza dei film protettivi applicati durante gli interventi di restauro. Deve essere periodico, almeno bimestrale, e ripetuto dopo eventi eccezionali;
– la loro riproposizione, periodica ed in seguito a tutti gli eventi che posono aver deteriorato quello precedentemente applicato;
– rimozione costante di polvere e guano di uccelli, agenti che accellerano il decadimento dei trattamenti superficiali e possono veicolare la proliferazione di batteri, spore, muffe e parassiti;
– asciugatura dalle piogge ed asportazione dei ristagni d’acqua quando i ripari non costituiscono riparo sufficiente.

Queste attenzioni sono importantissime per il mantenimento delle parti lignee, ma sono utili anche per i costituenti metallici.
Per eseguire i controlli spesso é sono sufficienti i nostri sensi, la vista ed il tatto.

Restauro di materiale etnografico: il recupero di un tavolo da ciabattino.

Dopo la rimozione meccanica dalla superficie delle incrostazioni di colla e residui di aniline, chiodi ed altre elementi impropri,

abbiamo proceduto con il risanamento della struttura:

è stata ricostruita la base, inserendo i listelli del bordo mancanti, ed integrando le lacune di quello rimasto; sono stati sostituiti i triangoli di fissaggio degli stessi e patinati omogeneamente all’originale.

Sono state integrate le lacune del piano, con stuccature in resina epossidica tipo finto legno, lasciandole sotto livello rispetto alle superfici adiacenti.

Sono stati ricostruiti parzialmente i bordi esterni, e stuccati tutti i buchi, anche in questo caso si sono lasciati leggermente al di sotto del livello superficiale.

Si sono integrate le lacune di patina con ritocco di aniline all’alcol riproponendola anche sui nuovi innesti.

Dopo un primo trattamento superficiale con imbibizione a pennello, due mani, di gommalacca sciolta in miscela di alcoli, è stato applicato un trattamento protettivo con pappina di cere d’api e carnauba.

Il risultato ottenuto:

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Restauro di elementi di uso passato: una radio a valvole

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Una radio a valvole, una delle prime realizzate.

Dopo:

  •  un trattamento di disinfestazione antitarlo, eseguita in autoclave, sottovuoto con gas biocida;
  • la pulitura delle superfici esterne, la spolveratura interna e delle stoffe originali;
  • la stuccatura di tutti i fori di sfarfallamento degli insetti xilofagi;
  • il ripristino del film di lucidatura, a tampone con gommalacca;
  • un trattamento protettivo con con cera microcristallina (questa vendo un elevato punto di fusione è in grado di resistere anche al riscaldamento delle pareti in occasione di funzionamento prolungato.

 

 

Riuso creativo

Spesso ci troviamo con oggetti inutilizzabili per la loro finalità originaria, ma con un po’ di inventiva sono riciclabili con altre funzioni.

Un esempio:

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Le ruote e le tavole costituenti un carro non più utilizabile, possono diventare una comoda panchina.

 

 

Decorazione: arte e messaggio etico.

Si cerca di abbellire le proprie abitazioni decorando le, anche in situazioni meno abbienti e senza velleità artistiche.
Il risultato e’ spesso gradevole:

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Un trompe-l'oeil che arricchisce una superfice uniforme e piatta

Oppure si rappresentano scene di vita quotidiana:

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Ancora, promozione della propria attività:

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O una rappresentazione a sfondo religioso:

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Un messaggio filosofico valido in tutte le situazioni:

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Restauro come recupero di manufatti molto degradati: un’anta oscurante di una finestra.

L’anta è particolarmente sconnessa, le tavole che la costituiscono sono staccate dal telaio, sconnesso anche’esso.
Si tratta di smontare il tutto e reicollarlo.

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Il tutto sarà fissato con viti.

Successivamente saranno chiuse fessure e buchi in cui si possano creare infiltrazioni idriche, ed applicato un trattamento protettivo con impregnante a base di olio di lino: “Miscela Sana” della Spring Color, e cera microcristallina tipo Amber.