Firenze e Jeff Koons, o la paura del moderno

Un concetto che tendiamo a dimenticare troppo spesso: l’arte non è espressa soltanto dal rinascimento italiano. Saper coniugare il nostro patrimonio artistico, tra l’altro alquanto trascurato, con le espressioni contemporanee, è un’evoluzione auspicabile.
Buona lettura 🙂

LePassepartout

“La situazione comincia a farsi interessante: e non perché forse riusciamo a capire Koons, ma perché forse grazie a Koons riusciamo a capire noi stessi. Che poi dovrebbe essere una delle funzioni dell’arte: anche di questa arte.”

Jeff Koons - Piazza della Signoria

Il bello di “frequentare” da utente silenzioso le infinite (e molto spesso decisamente inutili) pagine a tema artistico che tappezzano il bellissimo mondo di Facebook è il poter leggere i commenti delle persone più loquaci e attente. In questi giorni, l’argomento che sta “infiammando” (magari) il web riguarda quel maledetto ladrone di Jeff Koons e la sua inutile opera che, ormai da qualche tempo, deturpa la bellezza di Piazza della Signoria e disturba la vista della copia del David alle cinquantenni colte da continue sindromi di Stendhal. Come mai quest’opera suscita tutto questo (sempre relativamente troppo poco) clamore? Ma è così semplice capirlo, solo uno stupido non capirebbe che l’arte del Rinascimento Italiano è stata…

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Diego Rivera, “El hombre controlador del universo” (1934)

Anche l’arte cosiddetta di strada, ed i “writer” sono in grado di creare vere e proprie opere d’arte.
Un esempio è questo murales di Diego Rivera.

Sisohpromatem (Marco Vignolo Gargini)

El hombre controlador del universo.

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La realtĂ  e la sua immagine

Un’interessante studio sull’interazione tra la raffigurazione o interpretazione del reale da parte di artisti, nei loro dipinti, e la realtĂ  attuale: (in)evoluzione di luoghi dipinti. oppure gioco con l’attuale e la forma arte.

Buona lettura/visione 🙂

Sorgente: La realtĂ  e la sua immagine

Mostra “Andy Warhol” a Bologna fino al 15 dicembre 2015

L’arte di Andy Warhol alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, fino al 15 dicembre.
Buona lettura 🙂

Meet The Artists - Art Box

La Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. di Bologna apre la stagione espositiva autunnale con una mostra dedicata ad Andy Warhol, figura incredibilmente versatile e dinamica che, a vent’anni dalla morte, continua a rimanere uno dei personaggi più influenti dell’arte e della cultura contemporanea. La mostra – curata da Franco e Roberta Calarota e fortemente voluta dalla figlia Alessia, attuale direttrice – rende omaggio al ricco percorso artistico del maestro della Pop Art americana, capace di lasciare un segno indelebile non solo nel mondo dell’arte ma anche in quello della musica, del cinema e della moda. Un grande rivoluzionario quindi che, più di chiunque altro, ha compreso e interpretato i tratti della società del XX secolo per modificare per sempre il significato profondo che attribuiamo oggi alla parola “Arte”.
Ripercorrere il percorso creativo di Andy Warhol (Pittsburg, 1928 – New York, 1987) significa comprendere gli snodi che hanno rivoluzionato l’arte dei nostri…

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Manutenzione e conservazione delle opere: esposizione all’interno.

Articoliamo l’applicazione delle indicazioni espresse nella pagina precedente:

– verifica delle condizioni espositive, con i vari controlli ambientali, periodici;
– scelta delle condizioni materiali dell’esposizione.
Importante Ă© porre attenzione alle condizioni espositive;
le vetrine, o scaffali, in cui alloggiare gli oggetti devono essere stabili, ben ancorate a terra, predisponendo protezione dalle possibili vibrazioni e con chiusure pratiche, sicure, ma facilmente apribili all’occorrenza;
Come abbiamo visto polveri ed altri agenti patogeni non devono essere a contatto con le opere, quindi, qualora non sia possibile collocarli in spazi chiusi e sigillati, va organizzato un piano di inteventi di spolveratura costante e puntuale.
L’illuminazione deve essere valutata per i singoli oggetti, affinchè nessuno di essi sia sovraesposto, ed allo stesso tempo non deve essere fastidiosa per chi volesse ammirare l’esposizione.
Porre attenzione ad una temperatura stabile, senza sbalzi significativi, quindi sono da collocare tenendo presente la posizione dei dispositivi di riscaldamento/raffreddamento, onde ottenere livelli di temperatura ed umiditĂ  relativa costanto o compresi in range piuttosto ristretti ed ottimali per la conservazione delle opere. Per raggiungere lo scopo, ci si deve avvalere anche di deumidificatori ed umidificatori.
Nel caso di teche o vetrine chiuse, i controlli microclimatici sono da effettuare all’interno, ed Ă© importante valutare anche la circolazione dell’aria.
Il materiale con cui realizzare le strutture di contenimento va scelto con cura, in funzione dei materiali delle opere contenute.
Scaffali in legno possono essere veicolo di agenti infestanti, batteri, virus, insetti per gli oggetti lignei; il vetro nella maggior partre dei casi ovvierebbe a questi problemi, ma potrebbe generare condensa nella parte inferiore delle basi.
Appoggiare gli oggetti su centrini o tessuti, eviterebbe le potenziali condense, ma potrebbe contribuire agli accumuli di polvere.
In tutti i casi la struttura espositiva Ă© da considerare in base agli oggetti esposti; potrebbe essere utile anche l’utilizzo di gel di silice, igroscopico.

 

Conservazione di opere d’arte e complementi di arredo.

La miglior conservazione di un’opera consiste nel non innescare processi che possano portarla al decadimento.
Le condizioni di microclima e di luminositĂ  dell’ambiente circostante possono influire in modo significativo nel suo degrado o nella sua conservazione.
Il controllo di umidità relativa e temperatura ambientali, è fondamentale per il prolungamento della sua vita, escursioni termiche elevate provocano variazioni dimensionali con punti di tensione, specialmente nel caso di oggetti o opere composte da materiali misti (metallo e legno).
Valori elevati di umiditĂ  relativa ambientale favoriscono:
– processi di ossidazione nei metalli;
– l’umidificazione provoca nel legname dilatazione ed ammorbidimento delle fibre, esponendolo alla possibilitĂ  di attacchi fungini, virali e di insetti xilofagi;
– la crescita di microflora, muffe e funghi, su pietra e legno;
– l’ammorbidimento superficiale di opere o strati gessosi;
– insediamento di microflora e batteri su stoffe e pellami;
ed altri casi di minore rilevanza.
Le condizioni espositive assumono un’importanza rilevante, e sono da tenere ben presenti per il mantenimento di un’opera nelle sue condizioni originarie, soprattutto nei casi di esposizioni all’aperto o, al chiuso con grossa affluenza di pubblico; in questi casi occorrerĂ  monitorare periodicamente, ed a distanza temporale ravvicinata, la tenuta dei materiali protettivi applicati, ripetendone l’applicazione ogni volta che ci si accorga della loro inconsistenza/logoramento.
Nel caso di esposizione in locali chiusi, ottenere una buona aereazione ci aiuterĂ  a mantenere l’umiditĂ  relativa a valori accettabili; se non fosse sufficiente ad avere condizioni ottimali, meglio predisporre un impianto di climatizzazione che controlli temperatura ed umiditĂ  relativa; questo vale soprattutto per le esposizioni museali: temperatura di 18-20° C con umiditĂ  relativa al 40-50% sono condizioni ideali anche per gli esseri umani. Nello specifico si suggeriscono valori di:
<45%         per materiali inorganici (metalli, pietra, ceramica),
42-45%        fossili
50-65%        per materiali organici (legno, carta, tessili, avorio, cuoio, pergamena, dipinti, …)
100%        oggetti provenienti da scavi umidi o da immersione.

Altro fattore importante è l’illuminazione, il cui eccesso è dannoso su tutti i materiali organici, in quanto la radiazione luminosa agisce sulla pigmentazione dei materiali, può provocarne lo sbiadimento dei colori e processi di disgregazione materica, con indebolimento superficiale, riduzione delle propritĂ  meccaniche, alterazioni cromatiche, ingiallimento, decolorazione, logoramento delle fibre e polverizzazione degli strati superficiali.

In particolare livelli di illuminazione non pericolosi potrebbero essere:
< 50 lux     per materiali estremamente sensibili (seta, lana, carta, acquerelli, manoscritti, cuoio decorato, …),
150-200 lux    materiali sensibili (dipinti ad olio e tempera, avorio, legno, cuoio, ossa, lacche orientali, …),
comunque contenuta, anche se piĂą elevata, per materiali non sensibili (vetro, pietra, ceramica, metalli, pitture a fresco).
Maggiori indicazioni sul valore di un lux si possono trovare qui

In altri termini un approccio di “buon senso”, comunque sempre molto utile, ci porterebbe ad eliminare o ridurre fortemente le radiazioni ultraviolette ed infrarosse, ridurre comunque illuminazioni eccessive, ridurre il tempo di esposizione alle fonti luminose, aereare i locali.

Per un approccio piĂą preciso, conviene sempre effetture:
controllo termoigrometrico,
controllo illuminotecnico,
controllo biologico,
spolveratura periodica,
verifica dei prodotti durante il restauro, ponendo attenzione alla loro conformitĂ  con l’opera stessa.

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