e-privacy XXIII — Singolarità

Non è la prima volta che si parla di fine della privacy; già nel 1999 Scott McNealy, fondatore di Sun Microsystems, aveva dichiarato, “You have zero privacy anyway. Get over it – Avete privacy zero, fatevene una ragione”.Per fortuna la privacy, benché malmessa, è sopravissuta alle dichiarazioni di McNealy ed e’ arrivata ai giorni nostri.Ma oggi molte situazioni e tecnologie lesive della privacy stanno giungendo a maturazione contemporaneamente, creando una situazione critica, anzi una vera e propria singolarità nella storia evolutiva dei rapporti sociali che puo’ portare davvero ad un azzeramento della privacy.Non semplicemente obbligarci a vivere una vita totalmente pubblica in case di vetro, ma condizionare la nostra capacità di accedere ad informazioni corrette secondo la nostra volontà.Le tecnologie di Intelligenza Artificiale e di Deep Learning possono estrarre informazioni ed effettuare inferenze, correlando moli enormi di dati ad un livello impensabile fino a pochi anni fa, e giungendo a deduzioni di livello pari o superiore a quello di un analista umano. Gli algoritmi, davvero, sanno oggi più cose su di noi di quante ne conosciamo noi stessi.L’Internet delle Cose sta popolando le nostre case ed i nostri corpi, lo stuolo di sensori che gli oggetti dell’IoT contengono pompa quantità crescenti di dati personali e sensibili nella Rete, senza che più nessuno se ne preoccupi, nutrendo i voraci algoritmi, e presto le voraci A.I, di Google, Amazon ed altri big e meno big data player.Le fake news, su cui tanto hanno chiacchierato persone che dovrebbero invece stare accuratamente zitte al riguardo, degenereranno presto in vere e proprie azioni di guerra informativa (non informatica) in cui, grazie alla possibilita’ di generare in maniera automatica filmati ed audio perfettamente falsificati, si potranno “combattere battaglie”, non nel cyberspazio ma proprio nell’infosfera stessa.

Sorgente: e-privacy XXIII — Singolarità

Annunci

Open source alla SalaBorsa, Bologna

Software open source e Linux, Wikipedia, OpenStreetMap (alternativa libera di googlemaps), il gender gap, il deep web, la privacy in rete, la comunicazione in forma anonima in rete per mezzo di TOR, le reti wireless comunitarie … ed altro sono al centro di una serie di incontri che si terranno alla Salaborsa di Bologna.

Sabato 23 gennaio alle ore 15.30,

all’Auditorium Enzo Biagi di Salaborsa, Bologna, 

Cultura della partecipazione e open source invisibile”.

Primo incontro di una serie, gratuiti ed aperti a tutti, a cura di ERLUG, RaspiBO, RaccattaRAEE ed il gruppo bolognese di wikimedia.

Gli interventi del pomeriggio:

Wikipedia, a cura di Giuseppe Profiti (Wikimedia Italia)
> OpenStreetMap, a cura di Marco Montanari
> Linux, a cura di Renzo Davoli (Università di Bologna)
> Open hardware, a cura di Cristina Carnevali (RaccattaRAEE).

Tutti gli interventi sono un avviamento al dibattito sui temi, stimolando i partecipanti ad interventi e domande.

Maggiori informazioni, qui

 

L’Isis e il mercato della paura – TPI

Un’interessante ed utile riflessione sulla situazione attuale dopo gli attentati della settimana scorsa ed i tentativi di fomentazione dell’odio da parte delle destre europee.

Buona lettura.

 

L’opinione del giornalista della RAI Amedeo Ricucci

Sorgente: L’Isis e il mercato della paura – TPI