L’arte del manifesto, post dedicato a Viki come da promessa :-)

Una bella raccolta di manifesti corona un interessantissimo articolo sull’evoluzione del manifesto.
Grazie Daniela 🙂

Il Canto delle Muse

L’arte del manifesto pubblicitario nacque in Italia a fine ‘800 e raggiunse il suo apice nel primo ‘900. Faticò a crescere poichè v’era carenza di tipografie in grado di realizzare prodotti di qualità. Così nelle Officine Grafiche Ricordi, specializzate nella stampa di spartiti musicali, nacque  una sezione dedicata alla creazione e stampa di manifesti; da qui uscirono campagne pubblicitarie come quella per i grandi Magazzini Mele. I fratelli Mele furono precursori nel settore pubblicitario, comprendendo l’importanza e la forza di quel mezzo e dal 1895 le loro campagne si avvalsero di artisti come Marcello Dudovich e Leopolodo Metlicovitz.
Nel 1895 alla Biennale di Venezia furono esposti per la prima volta i manifesti pubblicitari, opere rappresentanti una società elegante e dedita ai divertimenti. La pubblicità del primo Novecento si rivolgeva esclusivamente alla borghesia della società italiana, che poteva permettersi determinati consumi; così simboleggiano le belle donne disegnate da Dudovich che…

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Arte e curiosità – Scultura – I corpi distorti di Paul Kaptein

Il vento della vita stressa i nostri corpi … magari meno violentemente 😉
Rilancio, grazie 🙂

Barbara Picci

Paul KapteinLa sensazione è quella della distorsione digitale, come se l’autore abbia usato un software di deformazione. E invece non è così, le sculture dell’artista australiano Paul Kaptein sono vere e tangibili. Realizzate a partire da legno laminato, esse vanno a formare corpi umani e volti dalle curve deformate e dai contorni drammatici. È interessante notare è che, a seconda del punto di vista dell’osservatore, esse si trasformano da figurative ad astratte. Inoltre, se notate bene, le sculture hanno dei buchini collegati con linee disegnate come costellazioni di stelle.
Kaptein dichiara di essere interessato a esaminare l’area indefinita tra espansione e contrazione, o interconnessione e incompletezza.
Vi lascio alle immagini. Buona visione!

Link utili / Useful links:
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Via designboom.com

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La Memoria di James Nachtwey a Palazzo Reale

Culture For

Era da tanto che non mi commuovevo durante la visita ad una mostra, ma con James Nachtwey è successo.

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Il fotografo americano, considerato l’erede di Robert Capa, ha dedicato la sua vita a raccontare la condizione umana all’inferno, ovvero prima, durante e dopo la guerra.

Ho voluto diventare un fotografo per essere un
fotografo di guerra. Ma ero guidato dalla convinzione
che una fotografia che riveli il volto vero della guerra
sia quasi per definizione una fotografia contro la
guerra.

James Nachtwey

I suoi scatti in bianco e nero, esposti a Palazzo Reale con la mostra Memoria, hanno una potenza indescrivibile: non c’è posto per la speranza, ma solo per il dolore, l’ingiustizia, la violenza e la morte. Ritrae l’odio in tutte le sue forme più terribili: vorresti distogliere lo sguardo ma non ci riesci. James Nachtwey cattura il tuo sguardo e ti invita a non ignorare ciò…

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CurKillTheBlog – I lampadari di plastica riciclata di Veronika Richterová

Una splendida idea di riciclaggio 🙂
Grazie … buona giornata 🙂

Barbara Picci

Veronika RichterováVi ho già parlato di lei mostrandovi le sue sculture di plastica raffiguranti per lo più piante, fiori e animali. Ebbene, recentemente mi sono imbattuta in “PET luminaries“, la nuova serie realizzata dall’artista ceca Veronika Richterová. Si tratta di lampadari e lampade realizzati con la solita plastica di riciclo derivata da bottiglie.
Le lampade sono perfettamente funzionanti anche se, per non creare danni alla plastica, le lampadine e i cavi usati producono calore minimo.
Ecco le immagini, buona visione!

LINK UTILI:
Veronika Richterová in questo blog | Website

Via thisiscolossal.com

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I grandi dell’arte – Scultura – Le astrazioni geometriche di Lynn Chadwick

Barbara Picci

Lynn Chadwick Lynn Chadwick

Ve lo confesso, avrei voluto vivere l’arte del 900. Questa consapevolezza, unita a non poco rammarico, sta diventando sempre più forte, soprattutto quando mi imbatto in scultori come l’inglese Lynn Chadwick (1914 – 2003).
Lynn ChadwickLe sue astrazioni geometricamente ispirate che riproducono animali, insetti e uomini, sono pura poesia per i miei occhi per cui ho deciso di mostrarvi le sue opere nonostante non siano contemporanee.
Dopo essersi laureato in architettura, l’artista inizia a produrre le sue prime sculture nel 1945, dopo aver fatto ritorno dalla guerra. I suoi primi esperimenti, i mobiles, sono parzialmente influenzati dall’americano Alexander Calder. Dopodiché inizia a creare le balanced sculptures (sculture in equilibrio) e i profili geometrici in ferro e vetro, in cui dà sfogo a tutta l’inquietudine post bellica.
Lynn ChadwickIl critico Herbert Read, scrivendo agli inizi degli anni ’50, si riferiva proprio a lui parlando della “geometria della…

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Arte e curiosità – Pittura – I paesaggi industrializzati di Mary Iverson

Barbara Picci

Mary Iverson Mary Iverson

“I miei dipinti sono astrazioni colorate che scaturiscono dal tema del terminal di spedizione industriale. Le tele presentano accumuli di massa di container e gru per container in varie prospettive. Il mio lavoro utilizza una rete di linee prospettiche di ricerca e livelli di piani, piani colorati e rettangoli interconnessi che suggeriscono sia lo spazio profondo che la superficie piatta.”

Mary IversonAmbiente e globalizzazione si incontrano e scontrano nel lavoro dell’artista di Seattle Mary Iverson. Le sue opere partono da fotografie di paesaggi naturali raccolte nei suoi numerosi viaggi nei parchi statunitensi. Su di esse Mary Iverson interseca delle architetture pittoriche che riprendono il tema dell’industria e che si sovrappongono ai paesaggi dando loro movimento e colore. Si tratta di linee prospettiche e griglie geometriche ad angolo retto che si intersecano con scenari da cui scaturisce pace e tranquillità.
L’artista in questo modo intende indagare la

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Fotografia – I visitatori abbinati di Stefan Draschan

Simpatico ed interessante questo tema fotografico 😉
grazie per la sua pubblicazione, rilancio.

Barbara Picci

Stefan Draschan Stefan Draschan

Come ben sapete, sono entrata in fissa da tempo sulla relazione fra visitatori e opere d’arte. Ovviamente in un contesto museale. Per questo non mi ha stupito particolarmente conoscere il lavoro del fotografo francese Stefan Draschan. Diciamo che ho capito benissimo la sua esigenza e la sensazione ammaliante di stare fermi ore ad attendere che arrivi proprio quel visitatore che sembra uscire dal quadro, o volerci entrare, o interagire… Insomma, ci siamo capiti.
A differenza di me, però, Stefan Draschan ha la mano e l’occhio professionali, quelli che determinano la qualità di un bel lavoro. Parlo della sua serie “People matching artworks” che trovate a seguire nella gallery. Buona visione!

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Via boredpanda.com

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