Sardegna contemporanea – Scultura – Matteo Ambu

Barbara Picci

Matteo Ambu Matteo Ambu

Entità ormai prive di identità, abbandonate a un destino infruttuoso, diventano, nelle mani di Matteo Ambu, monoliti giocosi, monocromi assemblati ma finitamente uniformi, composizioni armoniche unite ad acquisire un nuovo senso. Il suo lavoro conserva una spontaneità ingenua, quasi bambina, che trova la sua piena esplicazione attraverso una poetica matura e consapevole. Gli oggetti che compongono le sue ecosculture hanno già sfruttato il fine utilitaristico loro preposto, sono state buttate alla spazzatura, hanno concluso il loro ciclo di vita. Qui interviene il tocco demiurgico dell’artista che dà loro una seconda possibilità, un ri-ciclo in cui assumono un altro fine, stavolta ludico ed estetico.
BP

NOTE BIOGRAFICHE:
Nato a Monserrato, si diploma al Liceo artistico di Cagliari e si dedica completamente alla sua passione, l’arte, votata al riciclo e assemblaggio di ciò che definisce “l’infinitesimo ciarpame sempre ad un passo dal cassonetto”. Se le…

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grande-dame dell’impressionismo

infuso di riso

femme a demie corp.jpg“L’Impressionismo non è solo una nuova pittura ma un modo di vedere le cose. E’ come se all’improvviso una finestra si aprisse ed il sole e l’aria entrassero nella vostra casa come torrenti…” Marie Bacquemond

Era un po’ di tempo che ci pensavo: un post, anzi, una serie di post più simile a una  rubrica, dedicata interamente alla pittura di genere. Non l’arte che ritrae semplicemente le donne ma quella creata esattamente da Loro.E a tal proposito permettetemi di aprire una parentesi e di  ricordare che proprio oggi nasceva, nel lontano 1532 Sofonisba Anguissola, pittrice cremonese, ritrattista,  alle corti d’Europa più popolare nel rinascimento.

tre bambini con cane.jpg ritratto di bambini di sofonisba

Per anni si è studiato e parlato tanto di Monet, Degas, Renoir e gli altri, dimenticandoci che in parallelo anche tante  grandes dames” (come le descrive Henri Focillon) dipingevano la storia di quel movimento artistico chiamato impressionismo… oggi…

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Disegni di luce: Pablo Picasso

Art Research

Verso la fine del 2012 la rivista LIFE rese pubbliche alcune foto inedite, parte di un famoso servizio fotografico su PabloPicasso.Alle immagini del grande artista, del suo studio e delle sue opere, siaffiancavano numerose fotografie che lo ritraevano intento atracciare schizzi nell’aria in forma di scie luminose.

Era il 1949.

Gjon Mili, pioniere della fotografia con l’uso del flash elettronico, raggiunsePicassonel suo studio di Vallauris, inFrancia meridionale, e gli mostrò alcuniscatti realizzati con la tecnica del light painting: una piccola lampadina sulla scarpettadi una pattinatriceaveva generato scie luminose, veri e propridisegni nello spazio.

Il maestrorimase entusiasta dei risultati ottenuti ecominciò ad elaborare nuove vie per la propria arte. Picasso posò per cinque sessioni tracciando trenta disegni di luce in una stanza buia.Mili catturò le opere del maestro con l’ausilio di due macchine fotografiche:lasciando aperto l’otturatore, illuminava l’artista con un flash laterale un attimo…

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Avevamo le tasche vuote, ma i nostri cuori erano ricchi di valori, di rispetto, di dignità.

Ricordi di infanzia; un mondo perduto.
Ricordare come eravamo fa bene, ma non so credo sia da rimppiangere …
Grazie per queste bellissime immagini.
Buon fine settimana 🙂

Liberi di Essere

Concludo la settimana con un omaggio agli antichi mestieri, senza i quali non saremmo mai giunti al XXI° secolo. Sporchi, poveri, con i calli alle mani e le schiene spezzate dalla fatica, ma con i cuori ricchi di dignità, di valori, di rispetto per se e gli altri. Tutte cose che, a mio parere, la tecnologia moderna non potrà mai donarci.

Prima di lasciarvi alla galleria fotografica, voglio premiare l’immagine che ritengo meritevole di riflessione. Non so chi tu sia, ma “Grazie” per quel sorriso.

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Godetevi la gallery e buon weekend

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Bloccare le pubblicità sui dispositivi Android

Interessante e, soprattutto, utile.
Grazie, rilancio 🙂

Andrea Lazzarotto

Il web è un calderone di informazioni sconfinato, ma è anche un grandissimo contenitore di pubblicità. A volte troppa pubblicità. Ci sono siti di notizie dove le “notizie correlate” sono un miscuglio di notizie vere e link sponsorizzati a prodotti che promettono di far perdere peso, blog in cui prima di leggere un articolo bisogna chiudere finestre modali gigantesche e lampeggianti, e così via.

Ma un altro aspetto negativo, forse il più importante, è la costante profilazione degli utenti da parte delle agenzie pubblicitarie. Siamo arrivati ad una situazione in cui ci addentriamo nell’era della no-privacy su Internet, per citare un articolo di Pagina99.

La pubblicità è fastidiosa e su cellulare lo è ancor di più.

Perché gli utenti bloccano la pubblicità

Tune, un’agenzia di marketing che lavora nel settore del publishing online, ha pubblicato uno studio dedicato proprio ad analizzare le ragioni per cui le persone bloccano la…

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Il fotografo della settimana – La doppia esposizione emozionale di Miki Takahashi

Belle queste immagini; ottimo lavoro in camera oscura e di doppia esposizione … spero che non li abbia ottenuti con ritocchi digitali … ma restano affascinanti.

Barbara Picci

Miki TakahashiSi dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima e che il volto sia uno strumento di espressione del nostro io. A questo si rifa la fotografa giapponese Miki Takahashi che, servendosi delle tecniche della doppia esposizione e della manipolazione digitale, utilizza il suo volto per proiettare esternamente i suoi sentimenti.
Ne deriva una serie di scatti stratificati che mettono in relazione / tensione due realtà: quella più intima e quella esteriore oggetto del suo interesse. I suoi ultimi lavori si concentrano, ad esempio, sul fumo e sulla natura. Nonostante il soggetto principale sia il volto, gli elementi che vi si fondono, siano essi fiori o spire di fumo, diventano altrettanto rilevanti creando uno stile surreale ed esteticamente apprezzabile.
Ecco le immagini. Buona visione!

Link utili / Useful links:
Wikipedia | Blog | Behance | Society6

Via photographyblogger.net

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“Van Gogh – Alive”, viaggio nella vita e nei colori del genio olandese

Una mostra spettacolo multimediale che potrebbe essere molto interessante, nonché piacevole.

The Parallel Vision

È vero, è una mostra che divide e presumo non avrà mai un vincitore netto, nonostante le presenze fino ad ora siano state otre 70.000, destinate a salire.

Van Gogh – Alive” si prende tanti rischi, primo tra tutti quello di trattare il genio del pittore di Zundert attraverso un percorso che con la classica presentazione di quadri e schizzi appesi alle pareti non ha proprio nulla.

Parlare di mostra, infatti, forse può portare a un’incomprensione di fondo, perché in effetti non lo è.

Si tratta più di un esperimento audiovisivo attraverso cui, per circa un’ora, 40 proiettori ad alta definizione, con grafica multi canale e sfruttando il suono surround delle sale cinematografiche, inviano su enormi schermi sistemati nelle sale di Palazzo degli Esami oltre 3000 immagini di grandi dimensioni.

La tecnologia si chiama Sensory4 ed è stata progettata per fondere assieme contenuti dinamici, didattici e spettacolari. Mescolate…

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